Travolto da un albero che aveva centrato in pieno la sua auto mentre percorreva la strada Litoranea tra Latina e Sabaudia per recarsi al lavoro, a distanza di quasi due anni ancora non riesce a ottenere un risarcimento, o meglio ancora non riesce a capire quale sia l'ente che deve assumere l'onere del pagamento, tra Provincia di Latina e Consorzio di Bonifica, oltre alle rispettive assicurazioni, che si rimpallano le responsabilità del caso. Una controversia comune a troppi utenti della strada quella che sta vivendo un cinquantenne pontino, arrivato al punto di mettere in mora tutti, sia gli organismi locali che i broker assicurativi, in attesa di trovare una definizione della vicenda.

L'incidente risale al 22 dicembre del 2019, giornata in cui il capoluogo e numerosi centri limitrofi furono sferzati da una notevole ondata di maltempo. Complice un vento fortissimo, furono molti gli alberi crollati sulla sede stradale e per fortuna non tutti colpirono automobili in transito. Ma nel caso finito al centro della richiesta di risarcimento danni, alle 6:30 di quella mattina la Fiat Punto del cinquantenne fu colpita dal tronco nella parte anteriore e il conducente riuscì a evitare, per un soffio, danni fisici ben più gravi di quelli subiti. In ogni caso la vettura era da buttare, danneggiata in maniera molto evidente.

Fatto sta che dopo una prima richiesta di risarcimento avanzata alla Provincia di Latina, ente proprietario della strada, regolarmente assicurato per eventi di questo genere, era stato dirottato verso il Consorzio di Bonifica, che però ha rispedito al mittente dal richiesta. Secondo la Provincia, l'albero si trovava su una particella catastale appartenente al demanio pubblico dello Stato per le opere di bonifica e per questo di competenza del Consorzio. Quest'ultimo invece riteneva che, essendo stata trasferita la proprietà della strada alla Provincia nel 1976, è il codice della strada a stabilire che sono gli Enti proprietari delle strade a dover provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle carreggiate, delle loro pertinenze e arredo al fine di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione dei mezzi.
«Allo stato, al di là di tutte le possibili disquisizioni nel merito - scrivono gli avvocati Veronica Terelle e Mauro Venturino nel provvedimento di diffida e mezza in mora - risulta che due Enti pubblici neghino il risarcimento dovuto al soggetto danneggiato, in quanto ciascuno ritiene l'altro responsabile della causa del sinistro: è evidente che tale paradossale situazione di stallo non possa e non debba ricadere in maniera pregiudizievole sul cittadino, sul quale non può gravare l'onere di dirimere le controversie tra pubbliche amministrazioni, che stanno determinando un ulteriore danno ingiusto». Insomma, la vicenda rischia di finire davanti a un giudice.