Non è finita. Giulia Schiff, la 22enne che sognava di diventare pilota dell'Aeronautica militare che aveva denunciato episodi di maltrattamenti e che poi è stata espulsa dall'Arma azzurra, ha impugnato la decisione del Tar con un ricorso al Consiglio di Stato avverso il provvedimento che l'aveva estromessa dalla carriera militare. «Va reinteggrata e la sua espulsione era illegittima». E' questo il senso del ricorso che è stato presentato nei giorni scorsi dall'avvocato Massimiliano Strampelli che assiste la ragazza.


Il nome di Giulia è salito alla ribalta per aver denunciato degli episodi di presunto nonnismo avvenuti al Comani di Latina Scalo in occasione del battesimo del volo. Secondo il Tar che aveva respinto il ricorso discusso lo scorso 23 ottobre, non è provato che gli episodi vessatori relativi alle sanzioni disciplinari all'indirizzo dell'allieva siano il frutto di una inimicizia personale con il superiore «Nessun organo terzo ha mai valutato l'oggettiva illegittimità delle stesse». Si annuncia dunque un nuovo capitolo per la vicenda della ragazza che aveva presentato anche sul fronte penale una denuncia sia davanti alla Procura militare che quella ordinaria. Giulia Schiff chiede che venga fatta piena luce su quello che è accaduto. La segnalazione era stata presentata dal padre della ragazza che ha sostenuto che il rito a cui la figlia è stata sottoposta è un episodio di pura violenza. Nell'inchiesta penale otto sergenti sono finiti a processo per il reato di lesioni personali aggravate. La vicenda è quella ripresa anche da un filmato allegato agli atti del processo e che risale a 3 anni fa quando la ragazza aveva riferito di essere stata presa e sbattuta con la testa contro l'ala di un aereo e poi frustata e lanciata in piscina. Oltre che davanti al Tribunale militare a novembre inizierà il processo anche davanti al giudice monocratico di Latina per gli otto sergenti. Sul fronte processuale la battaglia si annuncia molto aperta.

I legali degli otto militari puntano a sconfessare le accuse e hanno chiesto a testimoniare anche due astronauti sostenendo che il tuffo nella vasca del pingue era un rito, la pubblica accusa ha sostenuto che i miltari hanno offeso «prestigio, onore e dignità usando violenza e cagionando alla ragazza plurime escoriazioni ai glutei. Il caso di Giulia ha fatto ben preso il giro di Italia finendo anche su diverse trasmissioni televisive. «Non capiscono il coraggio che ho avuto a denunciare, ho partecipato al rito ma ero in disparte e sono intervenuta come arbitro per frenare la violenza e sono stata ripresa perchè non partecipavo alle percosse», aveva detto lei. Intanto però c'è il caso dell'espulsione dall'Arma azzurra che è stata impugnata dalla ragazza.