E' una truffa diabolica quella che si sta consumando negli ultimi due mesi e che vede almeno venti persone residenti a Latina, come vittime di un gruppo di cybercriminali specializzati nel catturare i codici pin di carte di credito e bancomat, grazie ad un sms e in seconda battuta di un link che ha come obiettivo quello di essere un cavallo di Troia.


Il fenomeno si chiama smishing (che nasce dall'unione tra Sms e phishing) e molte persone si sono ritrovate all'improvviso per colpa di un click di troppo senza migliaia di euro. I prelievi sui conti correnti di almeno venti residenti in provincia di Latina oscillano tra i 900 e i 5000 euro e quando la vittima si accorge che qualcuno ha messo le mani sul suo conto ormai è tardi. La maggior parte delle operazioni di prelievo da parte dei truffatori - secondo i primi accertamenti - si è svolta in Italia ma alcune sono state registrate anche in Spagna. Chi ha pianificato la truffa non ha trascurato il minimo dettaglio, a partire da una comunicazione che arriva sul cellulare della vittima: non con un messaggio via WhattsApp ma con un sms in cui si legge che ci sono delle anomalie su alcune operazioni o che vi è qualche problema con l'home banking: «Gentile cliente, abbiamo riscontrato una anomalia sul suo conto, la invitiamo ad andare sul link....», iniziano quasi sempre così i messaggi incriminati.
Il mittente è la banca dove si ha il conto corrente ma in realtà non è così: dietro a quel numero, e l'identificativo che compare sul cellulare, ci sono gli autori della truffa che allegano anche un link da aprire e che è un clone di quello originale dell'istituto di credito dove la vittima ha i soldi depositati. E' qui che viene chiesto di inserire una serie di dati sensibili: nome, cognome, recapiti telefonici, codice fiscale e poi password, username e indirizzo di posta elettronica.

Subito dopo sul cellulare della vittima arriva la telefonata di un operatore che conferma che vi sono delle anomalie sul conto corrente e che per analizzare la situazione ed eventualmente intervenire ci vogliono almeno 3 ore. In realtà è il tempo necessario alla banda per prelevare.

Il titolare del conto, quando riceve la telefonata, sul display del cellulare legge chiaramente il nome della banca perchè gli apparati cellulari rilevano il numero come riferibile all'istituto di credito, ma invece non è così. Proprio questo particolare spinge la vittima a credere effettivamente di ricevere la chiamata dalla banca ma in realtà non è vero. Grazie a questo sistema a Latina moltissime persone si sono ritrovate con un ammanco consistente sul conto corrente e hanno presentato una denuncia oltre che in Questura anche al Comando Provinciale dei carabinieri di Latina. Questa nuova frontiera della truffa ha lasciato il segno anche nel Nord Italia e poi in Sardegna. La Procura di Bologna ha aperto una inchiesta e sta indagando. A Latina i casi che prima sembravano isolati, sono iniziati a crescere dall'inizio dell'anno.

Il consiglio delle forze dell'ordine in caso di arrivo di messaggi sospetti è quello di contattare il servizio clienti del proprio istituto di credito per verificare che il messaggio ricevuto sia autentico. Non si esclude che questa truffa possa contare anche su qualche basista che fornisce i numeri di telefono delle vittime.