In balia dei sequestratori per due settimane di cui una passata in un appartamento di via Londra ad Aprilia, emergono particolari inquietanti sulle due settimane di terrore vissute da un uomo tenuto sotto sequestro per conto del capo indiscusso della banda che gestiva lo spaccio a Tor Bella Monaca: David Longo. La vittima aveva rubato centinaia di migliaia di euro appartenenti proprio al boss. Soldi che erano stati nascosti in due casseforti interrate nel terreno di sua proprietà. Il figlio della vittima infatti è Simone Pinto, sodale e uomo fidato di David Longo, uno dei tre fratelli che gestivano il mercato della droga in via dell'archeologia a Roma, Un sodalizio sgominato dai carabinieri e dalla direzione distrettuale antimafia di Roma nei giorni scorsi. Giuseppe Pinto viene quindi tenuto sotto sequestro per costringere il figlio che nel frattempo era fuggito a tornare e a firmare i documenti per cedere al Longo un maxi risarcimento che avrebbe ricevuto a breve per un incidente stradale. Nelle due settimane di sequestro Giuseppe Pinto sarà trasferito in quattro abitazioni diverse l'ultima delle quali, in cui passerà sette giorni, si trova al primo piano di una torre popolare in via Londra. Uno dei suoi carcerieri è un uomo che in quel quartiere ci ho vissuto con la moglie per molto tempo: Danilo Lazzaro.

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