Devono rispondere di usura bancaria i vertici di un istituto di credito che rischiano di andare a processo nell'ambito di una inchiesta condotta dalla Procura di Latina e dal pubblico ministero Andrea D'Angeli dove la parte offesa sostiene di essere stata vittima di interessi troppo alti. Ieri era in programma l'udienza davanti al giudice Pierpaolo Bortone che è stata rinviata per i cinque imputati che devono rispondere per dei fatti avvenuti tra il primo novembre del 2010 e il 31 dicembre del 2012. Anche questa inchiesta come un'altra analoga che nei giorni scorsi era finita davanti al gup Giorgia Castriota, aveva preso in un primo momento la strada dell'archiviazione ma a seguito di una opposizione adesso è stata fissata l'udienza preliminare in occasione della quale il magistrato deciderà se gli imputati dovranno essere processati. Sul registro degli indagati era finito anche l'amministratore delegato e il direttore generale della banca perchè ritenuti i presunti responsabili di aver applicato interessi usurari per l'apertura di credito. Al centro di tutta la vicenda ci sono un gruppo di aziende pontine, riconducibili allo stesso imprenditore, che avevano denunciato la banca chiedendo alla Procura l'esercizio dell'azione penale, a seguire dopo che in via Ezio non erano stati individuati dei margini per andare a processo, a fronte di una opposizione il caso era stato riaperto. Anche in questa circostanza i tassi di interesse sono stati superiori rispetto a quelli consentiti e che riguardavano una apertura di credito di 60mila euro.