L'aggravante della truffa dell'operazione Scarabeo, condotta lo scorso ottobre dai carabinieri del Comando Provinciale di Latina, è stata annullata dai giudici della seconda sezione della Corte di Cassazione. Il collegio difensivo di alcuni imputati nelle scorse settimane aveva presentato ricorso e i magistrati si sono pronunciati sotto questo profilo e anche su altre richieste. La Suprema Corte dunque ha accolto la prospettazione offerta per la posizione di Francesco Santangelo, dipendente della Procura, difeso dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti e di Giorgio Vidali, assistito dall'avvocato Leonardo Palombi, del dipendente della banca online Giuseppe Cotugno, difeso dall'avvocato Gianfranco Testa. Anche nei confronti degli altri imputati che dovevano rispondere di questo capo di imputazione la truffa aggravata è caduta. La Cassazione ha annullato anche un altro punto, ritenuto dalle difese nevralgico nell'impianto accusatorio e che faceva parte dell'ordinanza di custodia cautelare: è il reato di corruzione che riguarda le posizioni di Giuseppe Cotugno e di Francesco Santangelo. L'episodio contestato chiama in causa Cotugno che mette in contatto Santangelo con un politico per ottenere il trasferimento di una infermiera, parente di una cancelliera anche lei indagata, con cui Santangelo ha una relazione. Questo è il passaggio dell'ordinanza che la Cassazione ha annullato in attesa che vengano depositate le motivazioni. Qui è stato disposto l'annullamento con rinvio. Intanto il processo per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario riprende il 14 maggio.