Il figlio si era fidato ciecamente di lui, al punto da lasciargli la carta bancomat dei genitori che doveva accudire con una raccomandazione: quella di non prelevare più di 400 euro al mese. Il tetto massimo era questo. Non si poteva andare oltre. La fiducia alla fine è stata tradita.
Qualche tempo dopo, quando è andato in banca e ha visto il conto svuotato e 71mila euro che erano completamente spariti, ha presentato una denuncia in Procura. E lui, il badante che sembrava una persona al di sopra di ogni sospetto, si era volatilizzato ed era svanito nel nulla. Tanti saluti e addio.

E' la storia che si è consumata a Latina in una manciata di mesi, tra l'agosto del 2017 e il marzo del 2018 quando Mario E., queste le sue iniziali, classe 1976, nato a Napoli, ha trovato un impiego per assistere una coppia di anziani nel capoluogo pontino. Avevano bisogno di una assistenza quotidiana e il profilo del 45enne sembrava il più indicato.
Il badante appariva come un uomo affidabile e leale al punto che il figlio della coppia aveva deciso di scegliere lui come persona adatta e idonea per aiutare il padre e la madre nelle faccende domestiche quotidiane.
Ad un certo punto però, quando si sono perse le tracce dell'uomo all'improvviso, ecco la scoperta amarissima: nell'istituto di credito dove era aperto il conto corrente non c'erano i soldi. Era stato svuotato completamente a colpi di prelievi, quasi in modo ossessivo, che hanno raggiunto una cifra ragguardevole.
Il figlio della coppia a quel punto, una volta che ha superato lo choc iniziale, ha presentato una denuncia in Procura e il caso è stato affidato al pubblico ministero Valerio De Luca, titolare del fascicolo, che ha indagato a piede libero il 45enne accusato di indebito utilizzo di carte bancomat e agli atti è finita la cronologia delle operazioni eseguite allo sportello.