Non solo Daniele Sciotti, ma tutta la sua famiglia era coinvolta nell'attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per questo oltre agli arresti domiciliari per lui, il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza ha chiesto e ottenuto la misura cautelare dell'obbligo di firma anche per i suoi genitori e ha comunque iscritto sul registro degli indagati anche altri suoi congiunti. A inchiodarli sono le intercettazioni telefoniche, o meglio le conversazioni con il quarantunenne dalle quali si evince che i suoi familiari indiziati non solo beneficiavano dei ricavi illeciti, ma erano parte attiva del sistema di gestione dei loro immobili, case vacanze nella zona del lido di Latina che all'occorrenza venivano affittate alle escort a prezzi maggiorati.

Che la famiglia sia interamente consapevole e implicata negli affari con le escort salta fuori, nel corso dell'indagine condotta dai poliziotti della Seconda sezione della Squadra Mobile, quando alcune delle prostitute iniziarono a pagare con ritardo le quote chieste loro dai proprietari di casa, tirando in ballo un calo del lavoro. Parliamo degli inizi dello scorso anno, poco prima che scoppiasse l'emergenza covid.

Le intercettazioni utilizzate per arricchire il quadro indiziario alla base dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone, rivelano prima di tutto i contatti tra Daniele Sciotti e le donne che utilizzavano le abitazione della sua famiglia, dislocate tra Borgo Sabotino e il lungomare, in zona Foce Verde. Emergono i toni forti che il quarantunenne utilizza per convincere le prostitute a pagare. Ma quando non riesce a ottenere i soldi, investe della problematica anche i familiari, che evidentemente gli chiedono conto della gestione.

Sintomatico quello che la madre Patrizia, durante una telefonata intercettata, dice al figlio Daniele il 19 febbraio 2020: «Vatti a fare dare i soldi, io 50 euro non li voglio. Dammi sti cazzo di soldi... prima che te ne vai.... "Mi metto qua" gli devi dire... Se no ci vado io, ha rotto i coglioni! Fatteli dare, siamo rimasti senza soldi!». Poi la donna aggiunge, alludendo al metodo utilizzato dalle escort per agganciare i clienti attraverso i siti internet d'incontri: «Gli annunci ce li ha, lo sai? Li ho visti, ce li ha gli annunci... E mo diciamo a tuo padre che va e glie lo dice... Ti sei messa a lavorà e intanto comincia a darmi qualche soldo!!».

Lo stesso giorno Daniele Sciotti telefona a un'anziana parente, indagata a piede libero, che abita accanto a una delle case affittate alle prostitute, per chiederle: «...Ma come va quella scema là? Duemila euro semo iti a pagà, ma gli annunci ce l'ha? Sta a lavorà?». E la parente risponde: «Ma me sa de sì Daniè, ce sta l'annuncio, si me l'ha detto pure lei là sopra... Ascolta tua madre m'ha detto "fatti dare i soldi"... ma qua uno va e uno viene, io non ci vado dentro a quest'ora». Insomma, anche l'anziana familiare viene coinvolta nel tentativo di recuperare i soldi, ma rivelando di non essere riuscita a parlare con la escort conferma implicitamente che i clienti ci sono e il lavoro non manca. Tant'è vero che Daniele Sciotti si sfoga così: «Ah sta lavorando, ci sta a venì gente!... Sono contento...».