Le nuove strade della criminalità organizzata passano attraverso i feedback con le amministrazioni pubbliche. E' un percorso che nel corso degli ultimi anni ha offerto alle consorterie una buona dose di potere. Affari, politica e appalti: una triangolazione dal perimetro che sembra chiaro.

Il Procuratore capo Giuseppe De Falco, da quasi due anni alla guida dell'ufficio giudiziario di via Ezio, prima di arrivare a Latina dopo un'esperienza a Frosinone, è stato all'Antimafia. Riesce a inquadrare e interpretare le dinamiche criminali.

L'evoluzione delle organizzazioni viaggia su due binari: se da un lato puntano ad entrare nelle aziende in difficoltà offrendo liquidità e acquisendo anche in questo caso potere, dall'altro seguono con interesse il mondo della pubblica amministrazione, che spesso rappresenta un serbatoio inesauribile di soldi, consenso, forza e potere di intimidazione. Tutto questo a fari spenti. In provincia di Latina l'emergenza Covid ha sradicato molte certezze economiche. Piccole e medie imprese portano i segni di tutto quello che è accaduto da un anno a questa parte, alcune sono scomparse, altre soffrono.

Che rischi possono correre le aziende sane a causa del Covid sul fronte della criminalità?
«Parliamo di un tema molto ampio, in ogni situazione di crisi economica può prosperare una criminalità strutturata. Dove non c'è crisi le imprese sane hanno risorse per proseguire, dove c'è crisi c'è mancanza di liquidità».

E questo cosa significa?
«Se un'impresa sana deve restare chiusa per mesi alla fine non incassa, se i ristori dello Stato sono insufficienti per andare avanti a quel punto la crisi di liquidità diventa importante».

Cosa succede?
«Le organizzazioni criminali forti possono avere liquidità di denaro che provengono da condotte illecite a partire dall'usura, dallo spaccio di droga, fino alle estorsioni. Le organizzazioni possono foraggiare in questo modo le imprese oppure possono anche comprare aziende in crisi».

La criminalità dunque mette prima gli occhi e poi in un secondo momento le mani sulle aziende in crisi?
«Si è così e lo fa sempre. Nei periodi di grande difficoltà economica ci sono più aziende in crisi e quindi ci sono ampi margini di operatività per le organizzazioni criminali».

I capitali illeciti rappresentano un'insidia concreta in questo momento storico?
«Certo, per la disponibilità di denaro che hanno i gruppi criminali e per i profitti che fanno».

In provincia di Latina ci sono molte imprese in evidente difficoltà. Anche alla luce delle inchieste che sono state condotte l'usura resta uno tra i reati più radicati sul territorio?
«Sì, tra i più radicati, i più subdoli ed è anche uno tra i reati più difficili da scoprire anche perchè non viene denunciato, chi ricorre all'usuraio non lo va a denunciare. Il reato di usura si accompagna all'estorsione, alla minaccia e alla creazione di uno stato di soggezione molto forte da parte del debitore che ha paura di denunciare».

Da inquirente che ha lavorato in passato come pubblico ministero all'Antimafia, a Latina e provincia che tipo di criminalità c'è?
«C'è di tutto. C'è la criminalità organizzata di tipo mafioso nella parte del sud pontino che ha come caratteristiche proprio l'intimidazione e il controllo del territorio, ma c'è un' altra tipologia di criminalità dalle modalità e dagli interventi raffinati e lucrosi: ad esempio, l'investimento di capitali illeciti in aziende economiche apparentemente lecite. Oppure c'è la criminalità delle organizzazioni autoctone che cercano di mutuare le tipologie di condotte criminali di stampo mafioso a partire dalla creazione dell'omertà fino all'infiltrazione e alla collusione con le amministrazioni».

Questo che conseguenze può avere?
«Significa che c'è un tipo di criminalità che cerca il contatto con le amministrazioni pubbliche per ottenere gli affidamenti: è un modo di operare tipico delle organizzazioni mafiose e viene portato avanti anche da parte di chi cerca di emularle. Non dimentichiamoci che nei decenni le organizzazioni hanno fatto un salto di qualità. Adesso sa che succede? Si cerca di entrare nei gangli delle amministrazioni ed è sotto diversi profili una strategia meno rischiosa la collusione rispetto ad esempio all'estorsione. Il territorio di Latina è rilevante e complicato e vorrei sottolineare anche che c'è un procedimento di primo e secondo grado dove viene contestata l'associazione di stampo mafioso, di una mafia autoctona».

A luglio saranno due anni del suo insediamento: si aspettava un territorio così complesso sotto il profilo investigativo?
«Sapevo che era un territorio critico. Non posso dire se mi aspettavo di più o di meno. Sicuramente posso affermare che nel Lazio questa è una realtà e una provincia di grande rilievo sotto il profilo criminale».