Dalle parole sono passati ai fatti. Il blocco delle consegne del vaccino Pfizer ai dottori di base, precedente all'annuncio della fine degli slot di prenotazione disponibili nel mese di maggio, ha convinto la Federazione Italiana Medici di Famiglia del Lazio a dichiarare lo stato di agitazione. «La Regione non ha rispettato gli accordi integrativi sottoscritti in merito alla vaccinazione anti-Covid negli studi dei medici di famiglia».

Nella serata di sabato la Fimmg ha redatto un documento che oggi verrà inviato a tutte le Prefetture della regione: in mattinata sarà anche sul tavolo del Prefetto di Latina Maurizio Falco. «Nonostante i nostri ripetuti appelli, la Regione Lazio - si legge nella nota ufficiale della Federazione - sceglie di aprire ogni giorno nuovi hub per la somministrazione di vaccini contingentando le dosi ai medici di famiglia. Se negli hub viene utilizzato per tutti il vaccino Pfizer a prescindere dall'età e dalle patologie questo viene invece centellinato o del tutto negato ai medici di medicina generale». La nuova disposizione regionale, per giunta, è arrivata a sorpresa dopo che numerosi assistiti avevano già prenotato dal proprio medico di base l'appuntamento col Pfizer. «Siamo stati costretti a disdire - ha dichiarato il segretario regionale e provinciale della Fimmg, Giovanni Cirilli - I punti sono due: non può essere messo in discussione il diritto del paziente ad essere vaccinato da chi vuole e va dato ai medici il diritto di fare i medici».

Intanto dalla Regione qualcosa si sta già muovendo e già nelle prossime ore la Pisana potrebbe chiedere ai medici di base un incontro chiarificatore. «Ci chiediamo quanto costi in termini di denaro pubblico e di personale mantenere un sistema di vaccinazione che, nonostante i proclami - in quattro mesi - ha raggiunto solo 1.505.885 somministrazioni per la prima dose e solo 738.000 (dati Salute Lazio ) con entrambe le dosi su 4.947.992 cittadini (dati Istat) da vaccinare con 2 dosi - recita il comunicato della Fimmg - Attualmente la medicina di famiglia ha vaccinato 191.785 cittadini in 2 mesi (dati assessorato): il triplo di qualsiasi hub vaccinale che ha iniziato mesi prima, con costi decisamente inferiori e con enormi difficoltà nel rifornimento dei necessari vaccini. Se il Lazio, oggi è una regione virtuosa lo si deve non solo allo sforzo e all'impegno innegabile dell'Assessorato e di ogni singolo operatore sanitario, alla capacità di risposta degli ospedali, e all'impegno dei volontari e dei cittadini volonterosi, ma anche alla medicina generale».