Ha lasciato il carcere e ha ottenuto gli arresti domiciliari Francesco Santangelo, imputato nel processo Scarabeo dove viene contestato il vincolo associativo e a vario titolo anche la rivelazione di segreto d'ufficio. I giudici hanno accolto la richiesta della difesa, rappresentata dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti che assistono l'imputato e i magistrati alla fine hanno concesso all'uomo una misura cautelare meno afflittiva, disponendo la sostituzione alla luce del pronunciamento della Corte di Cassazione.
Nei giorni scorsi la Suprema Corte aveva annullato l'aggravante della truffa per lui e gli altri, accogliendo il ricorso delle difese e inoltre si era pronunciata anche su un altro punto relativo alla corruzione sempre per la posizione del dipendente della Procura e di Giuseppe Cotugno, (anche lui imputato) quando quest'ultimo, difeso dall'avvocato Gianfranco Testa, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, aveva messo in contatto Santangelo con un politico per un obiettivo: ottenere il trasferimento di una infermiera - parente di una cancelliera.
L'inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e dai pubblici ministeri Valentina Giammaria, Claudio De Lazzaro e coordinata dal Procuratore Capo Giuseppe De Falco e dall'Aggiunto Carlo Lasperanza, aveva portato lo scorso ottobre all'esecuzione di diverse misure restrittive firmate dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario.
L'impianto accusatorio aveva retto anche al Riesame per gli imputati nei cui confronti la Procura ha esercitato l'azione penale e ha disposto il giudizio immediato. Il processo Scarabeo riprenderà il prossimo 14 maggio quando davanti al collegio penale presieduto dal giudice Gian Luca Soana, entrerà nel vivo ed è prevista l'audizione di otto testimoni.
Nel corso della precedente udienza le intercettazioni sia ambientali che telefoniche sono state al centro del processo e delle eccezioni sollevate dal collegio difensivo che ha puntato sull'inutilizzabilità delle conversazioni che sono state registrate.
Intanto nei giorni scorsi i giudici romani hanno sciolto la riserva in merito alla posizione della cancelliera Paola Berghella, sospesa dal servizio come disposto dal gip, gli avvocati Italo Montini e Marta Censi, avevano impugnato la decisione presentando un ricorso avverso la decisione e il caso era stato discusso lo scorso marzo: le difese avevano puntato all'annullamento del provvedimento.
Nel corso dell'audizione prima che il giudice decidesse in merito alla sospensione, la donna aveva sostenuto di non aver rivelato alcun segreto d'ufficio aggiungendo di non aver fornito indicazioni o notizie riservate tramite Francesco Santangelo.
La difesa impugnerà il ricorso davanti alla Cassazione.
L'indagine era scattata a seguito di una fuga di notizie, relativa allo sgombero di alcuni locali in via Bruxelles al Colosseo di Latina. A vario titolo le accuse sono quelle di associazione per delinquere, falsità materiale, contraffazione di pubblici sigilli, autoriciclaggio e rivelazione di segreto d'ufficio. Per gli imputati che erano stati rimessi in libertà a margine dell'interrogatorio davanti al gip, l'iter processuale invece sarà diverso.