C'è anche una donna della provincia di Latina nell'elenco delle undici persone indagate dalla Procura di Roma per una serie di offese rivolte pubblicamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella attraverso i social network. Si tratta di una cittadina formiana, finora sconosciuta alle forze dell'ordine, destinataria di un decreto di perquisizione eseguito dai Carabinieri del Ros, che si stanno occupando delle indagini, col supporto logistico dei militari del Comando provinciale di Latina.

I post offensivi nei confronti del Capo dello Stato, che hanno fatto scattare gli accertamenti dell'Arma, sono stati pubblicati nel lasso di tempo tra aprile 2020 e il febbraio scorso. Del caso si è occupato il Reparto indagini telematiche, ovvero un pool specializzato del Ros che ha ricostruito la rete relazionale e le abitudini social delle persone coinvolte, di età comprese tra i 44 e i 65 anni residenti nelle province di Roma, Padova, Bologna, Trento, Perugia, Torino e Verbania, oltre a Latina appunto. L'inchiesta dei pm romani Eugenio Albamonte e Gianfederica Dito, coordinati dal procuratore Michele Prestipino, ipotizza i reati di offesa all'onore e al prestigio del presidente della Repubblica, ma anche l'istigazione a delinquere. Di fatto, le perquisizioni scattate ieri fanno seguito alle indagini avviate dalla procura di Roma lo scorso agosto nei confronti di un 46enne di Lecce, accusato degli stessi reati per i suoi post su Twitter.

Stando a quanto emerso ieri, non ci sarebbe una relazione tra le undici persone indagate, nessuna regia occulta. Ma nel corso delle indagini è emerso che alcune di quelle persone gravitano in ambienti di estrema destra con vocazione sovranista. C'è anche qualche volto noto, ma soprattutto gente comune. Più in generale il lavoro del Ros ha fatto emergere una comune strategia di aggressione alle più alte istituzioni del Paese.