«Sei rientrato dall'India?», è stato chiesto ad ognuno dei 537 indiani che ieri si sono presentati in Largo Russia per sottoporsi ad un nuovo screening, convocato d'urgenza dalla Asl per cercare di rintracciare il caso indice ed eventuali altri contagi di variante indiana, dopo che martedì pomeriggio dallo Spallanzani è arrivata l'ufficialità sulla presenza della mutazione asiatica del virus in uno dei tamponi positivi sequenziati dal Seremi, appartenente ad un anziano che vive nel residence Bella Farnia Mare e che attualmente si trova in isolamento presso l'ex asilo Quadrifoglio in via Migliara 51.

E la risposta dei Sikh alla domanda formulata dagli operatori sanitari su un eventuale rientro dall'Asia è stata sempre la stessa «No!». Nessuno degli indiani che ieri si è sottoposto al test rapido nel piazzale dell'ex Somal, quindi, ha fatto rientro dall'India nelle ultime settimane. E tutti sono risultati regolari. Insomma anche stavolta l'invito della Asl rivolto a chi fosse rientrato dall'India oltre che ad eventuali irregolari è risultato inascoltato. «I braccianti devono capire che questa non è un'operazione di polizia ma un'indagine sanitaria e serve la massima collaborazione da parte di tutti», hanno ribadito ancora una volta dall'azienda sanitaria. Ma il messaggio non è stato recepito e, a questo punto, appare complicato rintracciare il caso indice, vale a dire chi ha portato la variante indiana a Bella Farnia contagiando l'anziano che attualmente è in quarantena sulla migliara 51 dopo aver contratto il virus modificato, nonostante non si sia mai allontanato dalla frazione di Sabaudia nelle settimane precedenti al contagio.

Intanto ieri l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, in virtù di una situazione ancora delicata, ha prorogato per altri sette giorni la zona rossa a Bella Farnia.