Tra sessanta giorni quando saranno depositate le motivazioni dai giudici della Corte d'Appello il quadro sarà molto più chiaro. Nuovo atto giudiziario del caso del Villaggio del Parco di Bella Farnia sulla Litoranea, oggetto di una indagine condotta dal Nipaf della Forestale e dal pubblico ministero Giuseppe Miliano che nel 2006 aveva portato al sequestro dei 285 villini. Dopo che la Corte di Cassazione aveva disposto un rinvio, venerdì si è svolta l'udienza e i magistrati hanno confermato la decisione della Corte d'Appello del 9 maggio del 2012. La sentenza di appello aveva disposto la confisca degli immobili e dei terreni sequestrati ed aveva respinto le richieste di risarcimento dei danni delle parti civili.

Il caso giudiziario va avanti da 15 anni, da quando le unità abitative erano state sequestrate; le opere erano state quasi ultimate dall'impresa Petrarca Costruzione che dal Comune di Sabaudia all'epoca dei fatti aveva ricevuto il permesso a costruire per realizzare un centro per anziani con relativi servizi di assistenza sia ricreativa che medica. Dopo le condanne di primo grado emesse dal Collegio Penale presieduto all'epoca dei fatti dal presidente Raffaele Toselli, la sentenza era stata impugnata in Corte d'Appello e i giudici avevano disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di tutti per lottizzazione. L'iter giudiziario tra Cassazione, Corte Costituzionale e la Giustizia Europea era stato molto articolato e la Suprema Corte aveva disposto il rinvio alla Corte di Appello.

La lottizzazione, secondo quanto sostenuto dall'accusa era stata trasformata in un secondo momento in un maxi insediamento per le vacanze in una zona agricola e a due passi dal Parco Nazionale del Circeo. Gli effetti della confisca ricadranno sui 15 proprietari che avevano acquistato il bene con rogiti definitivi per chi aveva il compromesso ci potrebbe essere il diritto al risarcimento.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Argano, Melegari, Borgogno, de Simone, Fiore e Mansutti.