Hanno dato esito negativo gli accertamenti di natura balistica effettuati sulle tre pistole sequestrate dalla Polizia in una casa popolare della zona tra via Monti e via Terenzio. Gli investigatori della Questura hanno sottoposto le tre semiautomatiche alle prove di sparo e i segni che le caratterizzano sono stati inseriti nella banca dati per la comparazione con i crimini irrisolti compatibili. Ad oggi quelle armi sono da considerarsi pulite, mai utilizzate: e pensare che i detective le hanno comparate anche con uno degli omicidi che hanno funestato le cronache dell'ultimo anno, quello di Fabrizio Moretto, freddato davanti casa a Bella Farnia.

Il sequestro delle tre pistole, tutte del medesimo calibro, vale a dire 7,65 proprio come l'arma utilizzata per il delitto del 22 dicembre scorso, risale ai primi di gennaio, quando i poliziotti della Squadra Volante, notando i movimenti sospetti del giovane Mirko Ranieri, scoprirono il nascondiglio dove conservava una discreta scorta di droga. Vale a dire un alloggio popolare, nei pressi della palazzina dove vive il padre, in uso al sessantenne Vittorio Bonanni, fino a quel giorno un illustre sconosciuto per le forze di polizia.
Nella casa popolare, in un armadio all'interno di una cassaforte di cui Ranieri aveva la chiave, gli uomini del commissario Giovanni Scifoni trovarono mezzo chilo di stupefacenti tra cocaina, panetti di hascisc e marijuana, materiale utile per il confezionamento delle dosi e un fucile calibro 12. Ispezionando a fondo anche il resto dell'appartamento, in un'altra stanza, i poliziotti trovarono un marsupio che conteneva tre pistole di provenienza illecita, bene oliate per non essere intaccate dalla ruggine e avvolte nel nastro isolante.

DA NON PERDERE!

Tutti gli approfondimenti su questo argomento sono disponibili nell'edizione odierna, in edicola o nella versione digitale di Latina Oggi.

EDICOLA DIGITALE: Approfitta dell'offerta, un mese a soli € 0.99