Per la terza volta il caso antenne finisce in Commissione Ambiente, e sempre su sollecitazione del consigliere comunale Salvatore Antoci e di alcuni comitati di cittadini che tengono alta l'attenzione sul proliferare, a tratti indiscriminato, di trasmettitori. E per la terza volta l'amministrazione non ha voluto saperne di rendere pubblico lo stato dell'arte del Piano delle Antenne e del Regolamento sulle Emissioni Elettromagnetiche, entrambi in fase di elaborazione da parte di una ditta alla quale è stato affidato l'incarico di predisporre la «bibbia» alla quale il Comune di Latina dovrà ispirarsi per regolamentare la materia. Il capoluogo non ha mai avuto un Regolamento per le antenne elettromagnetiche, e l'incarico affidato nel 2007 si era perso per strada senza avere un seguito. E un Comune senza la «carta delle emissioni» è un Far West che ha portato fino ad oggi a una specie di occupazione militare del territorio da parte dei gestori della telefonia che negli ultimi anni sono diventati molto numerosi e inevitabilmente anche ingombranti, fino ad arrivare ad installare antenne non necessarie ai fini della buona ricezione delle apparecchiature mobili, ma essenziali per la competizione commerciale. In sostanza, disseminare antenne sul territorio significa per un gestore riuscire a stabilire un primato di presenza il cui scopo vero è quello di erodere spazio che i competitor potrebbero a loro volta occupare.
A fare le spese di questo sistema e di questa corsa ad accaparrarsi il maggior numero di siti su cui installare un'antenna, sono i cittadini che subiscono emissioni elettromagnetiche a volte un tantino prepotenti. La questione da affrontare è dunque quella di studiare in che modo sia possibile frenare la corsa dei gestori, e in che modo regolamentarla per tutelare la salute pubblica ed anche il decoro dell'ambiente e del territorio.

«Ho portato due volte il caso in Commissione Ambiente - spiega il consigliere Antoci - l'8 febbraio e il 17 marzo scorsi, e poi anche una terza, l'altro ieri, per cercare di sapere come si stia costruendo il Piano delle Antenne. Non è semplice curiosità, perché un Piano del genere si può concepire ad uso e consumo dei gestori, oppure a tutela della salute dei cittadini e di salvaguardia del paesaggio, o ancora in maniera sapiente per garantire il corretto equilibrio tra le esigenze di carattere economico delle compagnie, il bisogno dei cittadini di comunicare in fretta e bene, l'interesse economico del Comune».

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