Indietro tutta per l'Ufficio del Giudice di Pace: il potenziamento disposto nei mesi scorsi è stato praticamente azzerato in poche ore poiché, per ragioni diverse, tre operatori hanno lasciato la sede di Latina. Ne è rimasto solo uno che, stando alla sequenza delle comunicazioni, lavora anche la domenica per evitare che si allunghino oltremodo i tempi delle udienze e dei provvedimenti.
Sono infatti oltre 15mila le pratiche annue da evadere e alle quali, ad oggi, sono applicate solo due unità, ossia il dirigente Vittorio Simeone e la funzionaria Cristina Minoccheri.
In una lettera inviata ieri dal commissario straordinario del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Latina, Giacomo Mignano, alla Presidente del Tribunale, Caterina Chiaravalloti, si sottolinea come «nonostante l'encomiabile attività dei due funzionari la struttura del Giudice di Pace di Latina rischia la totale paralisi, atteso che, in questa situazione, può essere garantito esclusivamente il mero servizio di ricezione degli atti».
Ad oggi ci sono oltre 300 decreti ingiuntivi e 150 sentenze da pubblicare ed è prevedibile che il ritardo si accumulerà ancora visti i numerosi provvedimenti che stanno per essere depositati dai Got applicati.
"In questa situazione - aggiunge il commissario Mignano - è facile prevedere che a breve si perverrà al totale blocco dell'attività dell'Ufficio essendo a rischio anche al predisposizione dei ruoli di udienza"