Violenze aggravate continuate nei confronti delle figlie minorenni: accuse terribili. Il padre orco, originario del Cassinate, vissuto fino al 2010 a Ponza e poi in Molise, viene arrestato a Fiumicino dopo un'eccellente attività di accertamento del Commissariato di Cassino, coordinato dal pm Siravo. Un'operazione difficile, che ha richiesto anche l'ausilio dell'Interpol per l'aspetto logistico. Quello investigativo, invece, è stato seguito tutto dalla città martire: un'operazione complessa e a dir poco delicata. Tutto parte dalla denuncia di una delle due ragazzine: la più grande - diventata intanto maggiorenne - racconta tutto. L'uomo, pastore della chiesa evangelica, raggiunge prima Londra, poi la Scozia. Nelle scorse ore è stato estradato ed è finito prima a Rebibbia, ora a Regina Coeli.

L'operazione
L'operazione curata con grande attenzione dagli agenti della squadra Informativa coordinati dal vice questore Giovanna Salerno, nasce nel 2020. Un'inchiesta complessa, che va a incastrarsi con molte altre brillanti attività coordinate dai sostituti del palazzo di giustizia di piazza Labriola: da "Welcome to Italy" passando per "Pecunia no Limes", dai bandi cuciti su misura al voto di scambio, fino alla recente auto crivellata di colpi su viale Dante. Quando arriva in Commissariato la notizia di reato di un pastore della chiesa evangelica che avrebbe abusato di entrambe le figlie minori, la situazione appare già molto difficile. Ma man mano che gli agenti scavano, scoprono che l'uomo, intanto, non era più Italia e inizia la collaborazione con l'Interpol. Un'attività resa ancor più complessa dalla pandemia. Dopo gli elementi raccolti dagli agenti di Cassino - tra intercettazioni telefoniche, ambientali e altre delicate attività d'indagine - viene fermato in Scozia lo scorso 23 dicembre, in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso dal gip del Tribunale di Cassino, la dottoressa Vittoria Sodani. L'arresto è operato dalla polizia scozzese, in collaborazione con lo Scip - Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza - che ha fornito un decisivo supporto per l'esito dell'operazione, ottenuto anche grazie all'esatta localizzazione del soggetto fornita dal personale del Commissariato di pubblica sicurezza di Cassino, che ne ha incessantemente monitorato gli spostamenti. Il pastore, intanto, si oppone all'estradizione con un ricorso.

Le accuse
Le accuse a suo carico sono agghiaccianti. Le violenze contestate si sarebbero consumate tra le mura domestiche, iniziate molti anni fa a Ponza dove l'uomo viveva con la famiglia. I presunti abusi sessuali compiuti dal padre sulle figlie, all'epoca dei fatti minori, sarebbero iniziati già a partire dalla tenera età di 4 o 5 anni, secondo quanto dichiarato dalla vittima. Telecamere piazzate in casa per "spiarle" anche nella vasca da bagno e abusi pure in piscina, diranno le indagini. Nel 2010 la famiglia lascia Ponza e si trasferisce in Molise, mentre la ragazzina (diventata maggiorenne) si stacca da loro. E decide, lo scorso anno, di denunciare il padre orco. «Il pastore, temendo che a suo carico potesse essere stata sporta una denuncia, si trasferisce nel Regno Unito così da far perdere le proprie tracce e ricostruirsi una vita godendo dell'anonimato» continuano dalla Questura.