Non è in pericolo di vita ma sono gravi le condizioni dell'operaio di 33 anni rimasto ferito giovedì pomeriggio nell'esplosione avvenuta in un'officina di piazzale Marconi a Terracina. Il giovane, ricoverato d'urgenza all'ospedale San Camillo di Roma dov'è in prognosi riservata, è stato sottoposto a un intervento chirurgico alle gambe, entrambe fratturate a causa dell'incidente. Ferite serie, causate probabilmente dalla caduta dell'automobile che si trovava sul ponte, ed era in riparazione.

Si va delineando invece sempre meglio la dinamica dell'incidente, causato con ogni probabilità dalla fuga di gas di una bombola di gpl di una Jeep che era in manutenzione. Non l'auto sul ponte, bensì la vettura che si trovava subito all'uscita dell'officina. Il gas, fuoriuscito per cause ancora da chiarire, avrebbe velocemente saturato il vano officina fino a deflagrare, causando il ribaltamento del veicolo che si trovava elevato. Ha ustioni su diverse parti del corpo ma sta bene il titolare dell'officina, di circa 40 anni, ricoverato all'ospedale Fiorini di Terracina. Gli sono state diagnosticate lesioni guaribili in venti giorni.

Le indagini condotte dai poliziotti del commissariato di Terracina, dirette dal vicequestore aggiunto Paolo Di Francia e coordinate dalla Procura, non sono tuttavia ancora concluse. Ieri fino a tardi sono stati eseguiti rilievi, insieme al personale dell'Ispettorato del lavoro, per "fotografare" l'ambiente di lavoro, comprendere bene l'accaduto e verificare la presenza o meno di tutte le misure di sicurezza obbligatorie in un'officina. I vigili del fuoco hanno eseguito anche le prove di stabilità dell'immobile che contiene l'officina, e che ai piani superiori è costituito di appartamenti. Non si è reso necessario alcuna evacuazione, nemmeno temporanea, i residenti sono rimasti nelle proprie abitazioni e, salvo qualche accortezza per i locali attigui, anche le attività commerciali confinanti con l'officina non avrebbero ricevuto particolari impedimenti a lavorare.