Quale interesse abbia spinto Claudio Rainone a mettere in piedi un sistema per controllare l'assegnazione dei posti di lavoro in palio all'Asl è ormai chiaro a tutti: ambiva alla carica di direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria locale, poi ottenuta. Una tesi che innesca una considerazione altrettanto scontata: per raggiungere l'obiettivo che si era prefissato, ha assecondato le richieste che gli sono arrivate da chi poteva soddisfare la sua ambizione professionale. Ma se le carte dell'inchiesta rivelano chiaramente come il direttore generale dell'epoca subisse suo malgrado l'ascesa di Rainone, è altrettanto scontato che il Presidente della commissione esaminatrice del concorso abbia risposto agli ordini che gli arrivavano da un livello superiore esterno alla stessa Asl, una sorta di regia legata alla politica, ovvero uno o più personaggi capaci di influenzare le decisioni a livello regionale per condizionare le nomine, come quella concessa al principale indiziato di questa inchiesta una volta portato a termine il "lavoro sporco". Eppure non c'è traccia dei contatti con i politici tra gli atti finora emersi alla base dell'ordinanza di custodia cautelare, un'anomalia rispetto alla tranquillità con cui Rainone contattava i raccomandati.

Una delle stonature più evidenti di tutta questa vicenda, è l'apprensione con cui il Presidente della Commissione tratta i candidati del concorso, quello di agosto. Al telefono, intercettato dagli investigatori della Squadra Mobile, Claudio Rainone parla con persone che neppure conosce, eppure si mostra fin troppo disponibile in considerazione del fatto che li contatta per avvantaggiarli in una selezione pubblica: in alcuni dei sei casi documentati dalla Polizia, è piuttosto evidente come sia proprio lui a cercare gli aspiranti collaboratori amministrativi professionali categoria D.

Alcuni particolari delle intercettazioni sono sintomatici del fatto che Rainone seguisse le indicazioni di qualcuno. In alcuni dei contatti documentati dagli investigatori, il Presidente della Commissione telefona ai familiari dei candidati e chiede loro di essere contattato dai rispettivi congiunti che stanno partecipando al concorso. Emerge poi un trattamento di riguardo nei confronti degli esaminandi durante le telefonate intercorse per concordare le domande dell'esame orale, come quando a una ragazza fa notare: «...ti ho visto che già sei andata in crisi... una domanda a bruciapelo e già sei andata in crisi» e poi ancora «ma poi ce penso io, puoi stare tranquilla dimmi... tu mi devi solo dire... l'organizzazione aziendale» riferito all'argomento che chiederà al momento della prova d'esame. Trattamenti particolari, quelli riservati ad alcuni dei raccomandati, sugellati da telefonate successive alla prova orale. Proprio così, perché Rainone, sempre intercettato, telefona nuovamente a ciascun candidato contattato prima dell'esame, per comunicare loro la posizione nella graduatoria finale e informarli che hanno vinto il concorso.

È doveroso chiedersi chi abbia messo in contatto gli indagati tra loro. Gli inquirenti non risolvono questo dubbio che inevitabilmente rimanda alla regia occulta al di sopra di Rainone. Ma di certo non è un caso che l'ordinanza di custodia cautelare sia rafforzata anche dalle intercettazioni di Giorgio Casati, l'ex direttore generale della Asl che ha le idee chiare su Rainone e si sfoga così parlando al telefono con un amico di nome Bruno non meglio identificato: «sì, sì Rainone ha fatto carriera, adesso è Direttore Amministrativo facente funzione» dice rispondendo alla domanda dell'interlocutore che gli chiedeva notizie sulla nomina del dirigente di cui gli avevano parlato in precedenza, poi rivela «eh perché lui fa tutti i piaceri». Ma il giudice Giuseppe Cario annota anche un'altra frase tra quelle pronunciate da Casati riguardo al Presidente di Commissione che nel frattempo è salito ai vertici dell'Asl, ovvero quando lo definisce «assolutamente funzionale alla politica». A chiarire i dubbi sulle persone che possano averlo indirizzato, potrebbe essere lo stesso Rainone davanti al giudice per le indagini preliminari che in questi giorni dovrà ascoltarlo per l'interrogatorio di garanzia delle misure cautelari. Se vorrà parlare.