C'è un motivo ben preciso se l'indagine sulla famiglia Di Silvio - il procedimento numero 24079/19 iscritto alla Dda di Roma e sfociato negli arresti dell'operazione Movida Latina - ha spostato l'attenzione degli investigatori della Squadra Mobile verso l'Asl di Latina per un'inchiesta parallela sul dirigente Claudio Rainone, poi confluita nelle investigazioni della Guardia di Finanza sul concorso di dicembre. I poliziotti della Questura avevano scoperto infatti che uno dei giovani Di Silvio indagati, poi arrestato con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso, aveva trovato lavoro presso l'ospedale Santa Maria Goretti, impiegato per una società che fornisce un servizio in appalto. Sono scattate così le intercettazioni per l'uomo che lo aveva aiutato a trovare quel posto di lavoro e dopo di lui i detective hanno iniziato a monitorare una serie di suoi contatti, fino ad arrivare al Presidente della Commissione esaminatrice del concorso Asl.

Il giovane in questione è Ferdinando Di Silvio detto Prosciutto, figlio di Giuseppe detto Romolo, uno dei personaggi più influenti nel clan di Campo Boario, tuttora detenuto per condanne che, sommate, raggiungono i trent'anni di reclusione, appesantite dalla pena per l'omicidio di Fabio Buonamano nel mezzo dell'escalation di vendette del 2010. Proprio il ventiquattrenne Ferdinando era stato impiegato, per un certo periodo, come addetto al portierato di uno degli ingressi dell'ospedale e la sua presenza non era sfuggita agli investigatori, i quali nel frattempo avevano iniziato a indagare su di lui e sul fratello Antonio detto Patatino, come sul loro zio Costantino detto Costanzo.

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