Marco G. è un cittadino di Pomezia, figlio di un 98enne invalido al 100% e come tale munito di regolare contrassegno che gli consente di parcheggiare l'automobile negli spazi riservati e, nella città di Latina, anche nei punti sosta contrassegnati dalle strisce blu previa esposizione del contrassegno sul cruscotto.

Sabato scorso, 22 maggio, Marco G. ha accompagnato il padre a Latina per una visita in uno studio medico che si trova in via Eugenio di Savoia. Giunto con l'auto di fronte al varco Ztl di Via Eugenio di Savoia, una volta resosi conto che il varco era attivo, il diligente automobilista ha preferito chiamare il Comando della Polizia Locale (il numero è indicato nella segnaletica in prossimità del varco) per chiedere se era possibile entrare nella Ztl per accompagnare l'anziano invalido fin sotto il portone dello studio medico dove era atteso per la visita. Dal Comando una vigilessa ha spiegato che avrebbe dovuto fare una richiesta al Registro Invalidi con qualche giorno di anticipo, e che non aveva altra scelta che entrare nella Ztl e prendere la contravvenzione: «Quando le arriverà il verbale a casa potrà fare ricorso».

Indignato per quel «suggerimento», Marco C. chiude la conversazione con la Polizia Locale e chiama o Carabinieri, che gli spiegano di non avere competenza in materia di accessi alla Ztl, e comunque, senza costringerlo a fare una nuova telefonata, gli passano la Polizia di Stato.

Ma anche dalla Questura spiegano che gli unici che hanno voce in capitolo sono i Vigili urbani.

«Ho capito che non avevo scelta - spiega Marco G. al telefono - Ho fatto scendere mio padre dall'automobile, l'ho preso in braccio e così, tra la curiosità dei passanti, ho raggiunto lo studio medico di via Eugenio di Savoia per non fargli perdere l'appuntamento per la visita».
Per la prossima volta che dovesse verificarsi un fatto analogo, il consiglio per la Polizia Locale e le forze dell'ordine è elementare e di semplice attuazione: sarebbe stato sufficiente che un'auto di servizio raggiungesse padre e figlio e facesse salire a bordo l'anziano invalido per portarlo cento metri più avanti fino all'ambulatorio medico dove era diretto. Sarebbe stato un episodio da incorniciare anziché un brutto incidente da dimenticare. E di dimenticare Marco G. non vuole saperne.
«Questa storia non deve finire così - spiega - presenterò un esposto alla Procura della Repubblica di Latina insieme alle associazioni degli invalidi che operano sul territorio, per cercare di far valere i diritti delle persone disabili».