E' stata rinviata a giudizio per aver stalkerizzato una sua amica che conosceva da diverso tempo. E' la decisione del giudice Giuseppe Cario nei confronti di una donna di 40 anni di Latina, G.M., queste le sue iniziali, accusata di aver perseguitato una 42enne del capoluogo con appostamenti ma anche messaggi inviati su WhattsApp all'indirizzo anche della figlia della parte offesa, una minore. «Non credi alla numerologia, questo è il mio disegno che devo portare a termine, questa notte ho sognato Dio e mi ha detto di fare questo», sono alcune delle frasi finite agli atti dell'inchiesta che aveva portato ad indagare la donna, una incensurata che a quanto pare in alcuni momenti delirava e la sua condotta era diventata sempre più incessante. Ieri in aula si è svolta l'udienza preliminare, il pubblico ministero Simona Gentile ha chiesto il rinvio a giudizio, mentre la difesa ha chiesto una perizia per il quadro psichico della donna e ha sostenuto che vi era un vizio di mente puntando sul non luogo a procedere. Alla fine il magistrato - al termine della camera di consiglio - ha sciolto la riserva e ha disposto il processo leggendo il decreto che dispone il giudizio. I fatti contestati sono avvenuti nel capoluogo pontino a partire dal giugno del 2019. La parte offesa che conosceva l'imputata da molti anni ad un certo punto ha sostenuto di aver avuto paura per la sua incolumità e ha presentato una denuncia per un episodio avvenuto il 26 giugno del 2019 nel capoluogo pontino. Il via al processo con la prima udienza è fissato per il prossimo 2 dicembre davanti al giudice monocratico Fabio Velardi.