Hanno deposto due vittime ieri in aula in Tribunale nel processo per i pestaggi in centro avvenuti a Latina esattamente un anno fa. Sul banco degli imputati ci sono due giovani del capoluogo che erano stati individuati dalla polizia e dagli agenti della Squadra Volante, a seguito di una indagine lampo che aveva portato poi all'emissione di un provvedimento restrittivo firmato dal giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa che aveva accolto le risultanze investigative della Procura.

Oltre che ad alcuni agenti della Questura che si erano occupati di tutti gli accertamenti, sono state significative le ricostruzione delle parti offese che davanti al pubblico ministero Andrea D'Angeli e al collegio penale presieduto dal giudice Gian Luca Soana, hanno raccontato quei terribili momenti che hanno vissuto quando sono stati avvicinati dal gruppo e sono finiti in una specie di trappola. Tutto era iniziato con una scusa banale da parte del gruppo degli imputati per attaccare bottone. «Avete mica una cartina?» e di fronte alla risposta negativa delle vittime, la reazione era stata tanto inaspettata quanto violenta con colpi di cinghia e poi un pestaggio in piena regola. Uno degli episodi contestati era avvenuto nella zona della via dei pub. In aula la parte offesa ha ripercorso quei momenti drammatici «riscrivendo» in particolare le modalità dell'aggressione.

Nel corso delle indagini inoltre è emerso che uno dei ragazzi, dopo un pestaggio era rimasto a terra quasi un minuto prima di rialzarsi, a testimonianza dell'aggressività del gruppo. Infine le vittime dell'aggressione hanno confermato l'atteggiamento molto intimidatorio dei ragazzi. Nel corso del processo hanno deposto gli agenti che nel giro di pochissimo tempo erano risaliti ai responsabili sulla scorta anche dei filmati delle telecamere che si trovano a ridosso delle zone dove il gruppo ha colpito. Sul banco degli imputati ci sono: Ettore Annoni e Vincenzo Zara, difesi dagli avvocati Stefano Iucci e Roberto Baratta, hanno tra i 22 e i 23 anni. Le accuse contestate dagli inquirenti sono: rapina, lesioni e minacce per dei fatti avvenuti in viale Mazzini, in piazza Dante, in via Montesanto, in via Emanuele Filiberto. L'inchiesta era stata coordinata dalla Procura di Latina che aveva chiesto il giudizio immediato nei confronti degli imputati che erano stati sottoposti ad una misura restrittiva.