Il sequestro di un ambulatorio veterinario situato nel Comune di Minturno, effettuato due settimane fa circa dalla Guardia di Finanza di Formia, ha fatto registrare ulteriori sviluppi, con la denuncia di due persone, che a vario titolo, debbono rispondere di esercizio abusivo della professione, truffa, maltrattamento di animali e gestione di rifiuti non autorizzata. Come si ricorderà le Fiamme Gialle avevano individuato un medico veterinario, radiato dall'albo nel luglio scorso, che continuava ad esercitare la professione in maniera abusiva. I finanzieri avevano notato il via-vai di persone all'interno di una struttura veterinario minturnese, adibita a poliambulatorio. Un afflusso anomalo per gli inquirenti, in considerazione del fatto che la struttura era riconducibile ad un altro veterinario, che opera in altri presidi della Campania. Era inspiegabile la contemporanea funzionalità di tutti i centri sanitari. Quindi sono state avviate le indagini del caso, con i militari che sono piombati all'interno del locale veterinario, dove hanno rinvenuto numerose confezioni di medicinali scaduti e un cucciolo di barboncino sprovvisto del microchip identificativo, chiuso all'interno di una gabbia. Il cane è stato affidato ad un'associazione locale per la tutela degli animali, che lo ha avviato presso un'idonea struttura sanitaria, per le cure del caso. Nel contempo i controlli sono stati estesi nel casertano, dove era attiva un'altra struttura, gestita dai due veterinari.