Rischiano il rinvio a giudizio e di andare a processo per una truffa ai danni dell'Inps. Sarà il giudice del Tribunale di Latina a decidere se sei persone residenti a Latina e provincia, dovranno essere giudicate o meno per un raggiro con i sussidi di disoccupazione. Erano stati indagati a piede libero dal pubblico ministero Giuseppe Miliano, nel corso di una inchiesta che ha portato alla scoperta di un sistema che sembrava tanto semplice quanto perfetto per beffare l'ente previdenziale di Latina che figura come parte offesa.


Il prossimo 15 luglio, davanti al giudice del Tribunale Mario La Rosa, si svolgerà l'udienza preliminare e in quell'occasione la Procura chiederà il rinvio a giudizio, sulla scorta degli elementi raccolti in fase di indagini preliminari. L'obiettivo delle sei persone che erano state denunciate a piede libero era semplice: per ottenere la Naspi, (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego), hanno dichiarato di essere state dipendenti di una azienda dal 2010 al 2016. Dopo alcune segnalazioni e i primi sospetti, sono stati - in un secondo momento - gli ispettori dell'Inps a scoprire una volta che hanno eseguito una serie di approfondimenti per valutare l'autenticità delle richieste, che l'ente previdenziale era stato in realtà truffato e dalle successive indagini è emerso che l'azienda di cui gli indagati erano dipendenti, non era produttiva. Le indennità di disoccupazione che non erano dovute arrivano complessivamente a 50mila euro. Gli accertamenti della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Latina hanno portato a scoprire il raggiro e a iscrivere sul registro degli indagati sei persone che hanno tra i 35 e i 68 anni e sono residenti a Latina e Fondi. Sono difesi dagli avvocati Angelo Palmieri, Sinuhe Luccone, Gian Luca La Penna. Non è il primo caso di una truffa con le indennità di disoccupazione, alcuni anni fa la Guardia di Finanza di Roma aveva indagato 123 persone, tra cui alcune residenti anche in provincia di Latina.