I dipendenti dell'ufficio del giudice di pace sono così pochi che si possono contare sulle dita di una mano. E' quello che sta accadendo in questi giorni in via Vespucci. «Il limite è stato superato e da un pezzo e al peggio non c'è mai fine», hanno ripetuto a più riprese gli avvocati. Fare i conti dei presenti è presto detto. Un cancelliere è stato trasferito, due sono assenti per motivi di salute e l'organico in questo modo è ridotto all'osso. Anzi. L'arretrato si sta accumulando, ci sono le udienze da scaricare e si rischia - mai come era successo in passato - il blocco dell'attività che significa paralisi completa di un presidio giudiziario molto prezioso. Da tempo è stato lanciato l'allarme che però nonostante tutte le rassicurazioni del caso è rimasto inascoltato.

Non c'è più personale, all'ufficio del giudice di pace la situazione è diventata estremamente preoccupante. Il rischio è quello dell'interruzione e il motivo è semplice: nella sezione penale un dipendente quando deve andare in udienza è costretto a chiudere la cancelleria perchè non ci sono alternative ed è necessario scegliere.
L'ufficio giudiziario di via Vespucci, da molto tempo è al centro di una vera e propria battaglia e ricopre un ruolo fondamentale perchè - come osservano sempre più spesso gli operatori del diritto - è un servizio che tocca la vita di tutti. E così dall'otto marzo, sia il sabato che la domenica per fronteggiare l'emergenza, un dipendente, si tratta di un cancelliere va in ufficio proprio per cercare di limitare i danni e fare in modo che l'arretrato non diventi un ostacolo per bloccare tutto. Oltre al dipendente che sta andando in ufficio anche in alcuni giorni pre- festivi e festivi, c'è un commesso che si prodiga molto per fare in modo che la situazione non peggiori. Il cancelliere che smaltisce il lavoro e tenta di evitare il peggio, fa quello che molti operatori della giustizia fanno in silenzio senza apparire in molti uffici giudiziari per colmare le carenze di mezzi e personale e offrire in questo modo un servizio.