Prendere un caffè al banco del bar, mangiare seduti all'interno di un ristorante, tornare al piacere delle "tavolate" non più troppo ristrette con gli amici. Da oggi scatta una nuova fase di allentamento delle restrizioni anti-Covid che ci permetterà di fare un ulteriore passo avanti verso la normalità, o almeno verso il ritorno a quelle consuetudini che fanno parte della nostra quotidianità e del nostro modo di vivere la socialità. Adesso, finalmente, i bar potranno far avvicinare gli avventori al banco a patto di far mantenere loro la distanza di almeno 1 metro dagli altri ospiti, i ristoranti potranno accogliere i clienti al chiuso e al pari di pub, trattorie, pizzerie e gelaterie non dovranno più rispettare il limite dei quattro commensali non conviventi che possono stare seduti allo stesso tavolo. Basterà assicurare la giusta distanza tra i tavoli e il rispetto della capienza massima. Insomma, questo primo giugno era la data più attesa anche dai titolari dei pubblici esercizi del nostro territorio, che in questa primavera hanno stretto i denti e la cinghia e si sono fatti carico di sacrifici in attesa che la campagna vaccinale e le misure di prevenzione messe in campo dessero i risultati attesi rispetto al contenimento di un virus che oggi pare essere depotenziato definitivamente.

Certo, non sono mancate le proteste, anche veementi, come era logico attendersi davanti ai mancati guadagni della ristorazione. Molti gestori, in tutta Italia, si sono sentiti discriminati dalle scelte governative. Molti altri hanno dovuto alzare bandiera bianca, rinunciare ai dipendenti o chiudere addirittura l'attività.
Adesso che il peggio sembra essere finito in archivio una volta per tutte e col Paese che da "giallo" sta per tingersi del tutto "bianco", resteranno da seguire solo le regole base per la prevenzione. Il Comitato tecnico scientifico nazionale, infatti, nelle proprie linee guida ha raccomandato ai locali di far rispettare ai clienti l'obbligo di indossare la mascherina, sottolineando «che i dispositivi a protezione delle vie respiratorie vengano indossati in ogni occasione in cui non si è seduti al tavolo, tranne quando si mangia e si beve. Il personale dovrà indossarle sempre. I titolari dovranno calcolare, sulla base della capienza del locale, il numero massimo di potenziali clienti che possono essere accolti al chiuso contemporaneamente e mettere a disposizione delle persone i dispenser per la disinfezione delle mani». E ancora, «in merito alla disposizione dei tavoli, si prevede la necessità di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso, estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio, e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all'aperto. Tali distanze possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione».
Permane anche l'obbligo di mantenere aperte - salvo i casi in cui le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano - porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d'aria naturale negli ambienti interni.