Mai programmare le cose con troppo anticipo, perché una volta fatte potrebbero risultare insufficienti a soddisfare gli scopi per i quali erano state pensate.

E' quello che è accaduto con il concorso bandito dalla Asl di Latina nel giugno del 2019 per la copertura di 23 posti di collaboratore amministrativo da distribuire tra le aziende sanitarie di Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti; verosimilmente era stato preventivato un fabbisogno di 4 o 5 unità da inserire in amministrazione in ciascuna delle Asl coinvolte, ma a distanza di due anni le esigenze sono molto cambiate, anzi, triplicate. Non soltanto i 23 vincitori del concorso, raccomandati e non, sono tutti al lavoro da qualche mese, ma anche gli altri candidati inseriti nella graduatoria di coloro che avevano partecipato alle prove orali dei giorni 8, 9 e 10 ottobre 2020 sono già dietro a una scrivania. E si tratta di 65 persone.

Tutti sono già dipendenti di una Asl. Un'infornata niente male, che si presta però a una serie di considerazioni e interrogativi di diversa natura.

La prima considerazione si fa avanti prepotente: se davvero alla Asl di Latina, capofila del concorso, avessero saputo fin dall'inizio che il destino di quella graduatoria sarebbe stato quello di essere svuotata nel giro di qualche mese, che senso avrebbero avuto le raccomandazioni di Claudio Rainone in favore di questo o quel candidato alla vigilia dell'ultima prova d'esame?

A meno che non si voglia ritenere che per qualcuno la raccomandazione sia un vizio, o un tic incontrollabile, c'è da ritenere che almeno fino alla conclusione del concorso l'idea era ancora quella di assumere i 23 vincitori. Poi la graduatoria sarebbe rimasta valida per un certo periodo e ad attingervi sarebbero state le Asl regionali che ne avessero avuto bisogno. Una volta avviati al lavoro i vincitori, la Asl di Latina ha molto probabilmente comunicato alla Regione Lazio per l'approvazione, l'esistenza di quella graduatoria di persone che avevano superato il concorso pur non essendosi piazzati nei primi 23 posti. Una volta approvata la graduatoria, la Regione avrebbe poi comunicato agli enti interessati, verosimilmente con un avviso, che c'era una graduatoria per collaboratori amministrativi disponibili.
Qualunque cosa sia successa, quei collaboratori amministrativi, tutti laureati, sono andati letteralmente a ruba. Dove sono andati a lavorare? In una qualsiasi delle Asl del Lazio.

La stessa cosa accaduta con la ormai notissima graduatoria di concorso del Comune di Allumiere, da dove la Regione Lazio ha attinto a piene mani per rimpinguare i ranghi nella segreteria del Consiglio regionale, piuttosto che in quella della Segreteria della Giunta o finire invece al Comune di Guidonia.

Sul caso Allumiere indagano due diverse Procure, quella di Roma e quella di Civitavecchia. A Latina l'inchiesta è una soltanto, e per il momento ha portato all'arresto del Presidente e del Segretario della Commissione d'esame del concorso, anzi dei concorsi, ma le sorprese non finiscono mai. E siccome i magistrati sono curiosi per natura, spesso anche sospettosi per mestiere, adesso in via Ezio si pongono un sacco di strane domande sulle ragioni dell'esaurimento così veloce di quella graduatoria: dopo il polverone sollevato dai diversi esposti che parlavano di raccomandazioni e l'avvio delle indagini da parte della Guardia di Finanza si è voluto forse eliminare alla radice il rischio di querele e di costituzioni di parte civile nell'eventualità di un processo?

Ma no, troppo sofisticato, e anche un po' rischioso se l'avviamento al lavoro è avvenuto all'indomani dell'esordio dell'inchiesta. Per fugare ogni dubbio, agli investigatori non resta che andare alla ricerca delle determine o delle delibere delle assunzioni, per verificare da chi siano state firmate.

E poi c'è un ulteriore aspetto, motivo di comparazione: l'altro concorso, quello annullato dalla nuova Direttrice generale della Asl di Latina Silvia Cavalli, che prevedeva l'assunzione di 70 assistenti amministrativi, con una graduatoria finale di oltre 300 candidati. Una vera cuccagna per la politica, che avrebbe potuto attingere a piene mani.

Vuoi vedere che avevano programmato tutto perbene e in maniera scientifica già due anni fa? Altroché previsioni affrettate.