Si muovono in più direzioni le indagini che i Carabinieri della Compagnia di Latina hanno avviato dopo l'arresto di Giorgio Rizzi, il ventunenne intercettato mentre si aggirava per Latina in scooter, con una pistola a portata di mano, e ammanettato dopo un rocambolesco inseguimento. Prima di tutto gli investigatori del colonnello Lorenzo D'Aloia intendono risalire all'obiettivo, o meglio al bersaglio, che il giovane doveva raggiungere quando è incappato nel posto di controllo della Sezione Radiomobile, ma per farlo probabilmente i detective dovranno capire in quale contesto criminale è maturata l'azione sventata lunedì sera. Ed è proprio su questo versante che sembrano arrivare le prime risposte chiare, visto che il ragazzo finito in arresto non è di Latina, ma è arrivato appositamente nel capoluogo per compiere l'impresa che si era prefissato. O forse che qualcuno gli aveva dato incarico di portare a termine.

A molti in città il nome di Giorgio Rizzi non dice niente. E infatti il ventunenne è originario di Fondi e vive nella zona del litorale romano, non lontano dal capoluogo pontino, ma comunque in un contesto sociale estraneo al nostro. Oltretutto c'è un altro particolare a dir poco sintomatico: la pistola calibro 9x21 corredata di dodici cartucce che il giovane aveva con sé, era stata rubata nel territorio di Aprilia durante un furto in abitazione. Insomma, la logica porta a ritenere che l'azione fermata giusto in tempo dai Carabinieri in circostanze fortuite, ma frutto comunque dell'attento lavoro di controllo del territorio, quanto meno sia scaturita in un contesto territoriale e criminale ben distinto, a nord di Latina.