Saranno i giudici della Corte di Cassazione a sciogliere la riserva e a decidere su dove sarà celebrato il processo per gli otto sergenti dell'Aeronautica, finiti al centro dell'inchiesta per i presunti episodi di nonnismo avvenuti al Comani di Latina denunciati da Giulia Schiff, la ragazza di 22 anni che sognava di diventare pilota dell'Aeronautica. Era stato uno degli avvocati che difende un imputato a presentare il ricorso. Da un lato c'è il processo che si sta svolgendo davanti al Tribunale Militare e dall'altro c'è una udienza fissata a Latina davanti al giudice monocratico che inizierà a novembre dopo che il pm ha disposto la citazione diretta a giudizio. In questo processo il Ministero della Difesa è responsabile civile. Nei giorni scorsi intanto il Consiglio di Stato si è pronunciato sul ricorso della ragazza che aveva impugnato l'espulsione disposta dal Tar da parte dell'Arma azzurra.

«Non risultano sufficientemente comprovati alcuni fondamentali e presupposti profili di fumus boni iuris - ovvero manca il diritto vantato dalla Schiff - sia sotto il profilo dell'illegittima composizione della Commissione Permanente di attitudine, non trovando riscontro in alcuna disposizione di rango primario», era stato questo quello che avevano sostenuto i giudici di Palazzo Spada. Secondo la linea del difensore della Schiff, l'espulsione sarebbe stata una conseguenza della denuncia presentata dalla ragazza. L'episodio di nonnismo era stato documentato anche con un filmato finito agli atti dell'inchiesta, i legali degli imputati hanno sostenuto invece che la ragazza abbia partecipato ad altri episodi dove la «vittima» dei presunti atti di nonnismo non era lei ma altri militari.
Adesso saranno i giudici della Suprema Corte che dovranno decidere. L'udienza del processo al Tribunale militare intanto è stata rinviata al prossimo settembre