Ancora poche ore e si tornerà in aula per quello che dovrebbe essere il giorno della sentenza. Il processo per la morte della giovane Desirée Mariottini è arrivato alle battute finali e dopo tre rinvii, causa Covid, la terza corte d'assise di Roma si pronuncerà sabato mattina sulle richieste presentate ad inizio anno dalla pubblica accusa, che ha richiesto per i quattro imputati Alinno Chima (48 anni), Mamadou Gara (29 anni), Brian Minteh (44 anni) e Yusif Salia (34 anni), l'ergastolo e l'isolamento diurno per un anno. Il branco deve rispondere a vario titolo dei reati di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. Non solo, per il 34enne di nazionalità ghanese Salia è arrivato anche il rinvio a giudizio per il reato di calunnia dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Roberta Conforti. Si tratta di un procedimento parallelo al processo principale per la morte della 16enne di Cisterna.

Ad ottobre del 2019 (dodici mesi dopo quel tragico giorno in via dei Lucani e già con il processo in corso), il sostituto del legale difensivo di Salia (quel giorno l'avvocato Cestra non era presente in aula), aveva presentato in Tribunale un esposto per abbandono di minori nei confronti dei parenti di Desy. Una decisione che provocò l'indignazione della famiglia Mariottini. Perché secondo quell'esposto, se il padre e la madre di Desirée fossero stati presenti, la 16enne non avrebbe mai frequentato posti di perdizione come il tugurio di San Lorenzo. Una strategia difensiva che aveva provocato una forte reazione dell'opinione pubblica, tanto da portare l'imputato a fare un passo indietro. Come riporta anche La Repubblica Salia infatti, ha successivamente preso le distanze da quella denuncia come il suo legale difensivo, che ha successivamente rimesso la denuncia.

Un'azione però che non è bastata a mettere un freno alla rabbia della comunità cisternese, emersa nei social e sulle pagine dedicate alla 16enne. Salia avrebbe dichiarato di non aver firmato coscientemente quella denuncia contro i genitori e i nonni di Desy ma di averlo fatto a sua insaputa firmando senza leggere. Quello di Salia non è nemmeno l'unico processo parallelo a quello principale. Qualche mese fa infatti, con rito abbreviato, è stata condannata a sei anni anche Antonella Fauntleroy, meglio nota come l'amica romana di Desy, per cessione di sostanze stupefacenti a minore.