Resta in carcere il 47enne di Aprilia che domenica scorsa in via Leoncavallo ha accoltellato un 41enne, colpendolo all'addome con uno dei tre fendenti scagliati contro di lui. Ieri si è svolto l'interrogatorio (in videoconferenza) di Massimo Crescimbeni, arrestato nelle ore successive alla lite sfociata nel sangue dai carabinieri del reparto territoriale e accusato di tentato omicidio. L'uomo, incensurato e difeso dall'avvocato Paolo Benedetto Faralli, davanti al gip Giorgia Castriota ha spiegato di aver agito così per difendersi dalle pressanti richieste di soldi che arrivavano dalla vittima, suo vicino di casa. Secondo la versione del 47enne sarebbe stato il ferito, il 41enne Alessandro Ponza, ad aggredirlo mentre stava tornando nella propria abitazione dopo aver fatto la spesa nel supermercato vicino: «Mi ha colpito con alcuni pugni e con una testata, poi ha preso una bottiglia di vetro da terra...» ha detto al gip, spiegando successivamente di aver estratto il coltello con cui l'ha colpito per difendersi. L'arrestato ha giustificato il possesso dell'arma da taglio per motivi lavorativi e nell'interrogatorio ha aggiunto di aver subito più volte soprusi dal condomino, che come lui abita in uno dei palazzoni del quartiere Primo. Un racconto che contrasta completamente con quello fornito dal ferito, ricoverato e poi operato d'urgenza alla casa di cura Città di Aprilia, che sostiene di essere stato colpito inaspettatamente e senza apparente motivo. Le due versioni con molta probabilità saranno verificate in questi giorni dagli investigatori, incrociandole con le testimonianze oculari delle persone che hanno assistito alla scena in via Leoncavallo. Di certo, i carabinieri del reparto territoriale seguono la pista della lite condominiale e prende corpo l'ipotesi che tra i due ci fossero stati già degli screzi.
La difesa di Crescimbeni aveva chiesto gli arresti domiciliari in un'altra abitazione puntando sul fatto che l'uomo è incensurato e che - dopo aver compreso la gravità del gesto compiuto - si sia presentato spontaneamente in caserma. Ma il gip Castriota, ritenendo che ci possa essere il rischio di una reiterazione, ha confermato la custodia cautelare in carcere, una misura sulla quale l'avvocato del 47enne presenterà ricorso al Tribunale del Riesame.