La sentenza è prevista per il 16 luglio. Nei giorni scorsi, il pm Marco Giancristofaro ha chiesto la condanna a otto anni di reclusione nei confronti di Raffaele Russo, arrestato un anno fa nell'ambito dell'operazione Home Banking per reati in materia tributaria, e poi anche per associazione. La Procura ha contestato anche due tentativi di estorsione e in aula il pm ha tirato le somme per l'imputato che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, godendo in questo modo della riduzione di un terzo della pena alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari.

In aula il magistrato inquirente ha ricostruito le tappe salienti dell'inchiesta evidenziando le fonti di prova e alla fine ha concluso. Nel corso dell'udienza davanti al giudice Pierpaolo Bortone in aula è stato il turno dell'imputato, difeso dagli avvocati Giancarlo Vitelli e Alessia Righi che è stato ascoltato e ha respinto gli addebiti contestati, offrendo la sua versione dei fatti per convincere il magistrato della sua innocenza. Alla fine per la sentenza ci vorrà poco più di un mese. L'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza aveva portato gli inquirenti a indagare sulle modalità con cui avveniva una frode fiscale che coinvolgeva anche dei professionisti pontini, tra cui altre due persone il cui iter processuale è stato diverso e sono già al dibattimento. In sede di interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario che aveva emesso il provvedimento restrittivo, Russo, aveva sostenuto che non c'entrava niente cone le accuse e che ha una società di consulenza e non si occupa di fare gli F24. Nell'inchiesta il ruolo di Russo - secondo gli investigatori - era nevralgico, il 45enne originario di Napoli ma residente a Latina, era ritenuto un elemento di primo piano per il ruolo che ricopriva. Anche in sede di Riesame l'impianto accusatorio aveva pienamente retto e le accuse erano rimaste inalterate.
La Procura aveva disposto il giudizio immediato dopo che il Riesame aveva depositato le motivazioni. Erano state in tutto 24 le persone indagate a piede libero per una maxi frode fiscale per un importo di otto milioni di euro. La cabina di regia - avevano sostenuto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza - era a Latina ed era specializzata nella frode fiscale tramite un «meccanismo fraudolento insidioso per gli interessi erariali realizzato da uno studio di consulenza fiscale e commerciale risultato in un secondo momento privo dei prescritti requisiti abilitativi».