Si è chiusa con 34 indagati l'inchiesta che ha portato agli arresti dell'operazione Reset, la vasta indagine con cui la Squadra Mobile ha riesaminato il sodalizio criminale promosso e gestito dai fratelli Angelo detto Palletta e Salvatore detto Bula Travali, sotto la guida morale di Costantino Di Silvio detto Cha Cha loro zio, contestando l'aggravante del metodo mafioso nella gestione di un importante traffico di droga e per una serie di vecchie estorsioni, attraverso la ricostruzione di episodi inediti rivelati dai collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Agostino Riccardo. Alla luce del quadro indiziario raccolto, i sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Luigia Spinelli e Corrado Fasanelli che avevano coordinato il lavoro degli investigatori, hanno chiuso l'inchiesta e disposto la notifica degli avvisi agli indagati, in vista della richiesta di rinvio a giudizio che sarà formulata entro i termini di legge al Tribunale di Roma.

Oltre ai fratelli Travali e Cha Cha, tra gli indagati figurano Gian Luca Ciprian, Valeriu Cornici, Alessandro Zof, Luigi Ciarelli, Mirko Albertini, Antonio Neroni detto Caniggia, Dario Gabrielli detto rame, Antonio Giovannelli, Davide Alicastro, Giovanni Ciaravino, Matteo Gervasi, Silvio Mascetti, Alessandro Anzovino, Antonio Peluso, Francesca De Santis, Manuel Ranieri, Ermes Pellerani, Fabio Benedetti e Cristian Battello, tutti indiziati di avere partecipato, a vario titolo, dai fornitori ai pusher ai semplici corrieri addetti al trasporto e alla custodia dello stupefacente, al traffico di droga gestito con l'aggravante del metodo mafioso, alcuni avendo anche agito attraverso estorsioni ai danni dei concorrenti, persino attraverso l'uso di armi. A questi si aggiungono i nomi di Valentina e Shara Travali e Giorgia Cervoni per avere agevolato l'ingresso della droga in carcere in favore di Salvatore Travali.