Niente da dichiarare: si è avvalso della facoltà di non rispondere il tunisino di 34 anni Mohamed Jandoubi, assistito dall'avvocato Marco Nardecchia, finito in carcere per avere cercato di rendersi irreperibile una volta appreso di essere indiziato di una lunga serie di scippi e rapine, episodi consumati nel centro di Latina nel giro di poche settimane soprattutto nei confronti di donne. Un atteggiamento che di certo non gli ha risparmiato la permanenza dietro le sbarre della Casa circondariale di Regina Coeli a Roma: una volta convalidato il suo fermo adottato venerdì per il concreto pericolo di fuga, il giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota ha emesso a suo carico un'apposita ordinanza di custodia cautelare che conferma quanto sostenuto dalla Procura sulla base delle indagini svolte dai poliziotti della Questura.
Il fermo è stato il risultato, innanzitutto, della capillare attività di controllo del territorio assicurata dalla Squadra Volante: gli uomini del commissario Giovanni Scifoni, proprio con l'obiettivo di porre fine a un fenomeno che rischiava di alimentare allarme sociale, avevano intensificato i servizi di prevenzione, anche e soprattutto attraverso l'analisi e il confronto degli elementi raccolti. Man mano che si allungava l'escalation di borseggi e rapine, infatti, gli agenti hanno contestualizzato gli episodi per studiare i movimenti del bandito seriale e, soprattutto, dare un volto a un identikit che sembrava coincidere di volta in volta.