«Ne riparliamo quando avrete dimostrato di meritare il nostro rispetto». Termina con questa frase la lettera inviata ieri dalla Fimmg al direttore generale della Asl, Silvia Cavalli, e firmata dal segretario provinciale (anche regionale) della Federazione italiana dei medici di medicina generale, Giovanni Cirilli. «Per senso di responsabilità completeremo le seconde dosi ai pazienti che abbiamo vaccinato, se ci fornirete le fiale - si legge nella lettera - per il resto ne riparliamo».
Il documento, redatto al termine del direttivo Fimmg svolto lunedì sera, è arrivato sul tavolo dell'ufficio del direttore generale della azienda sanitaria territoriale. «Per la terza volta dall'inizio della campagna vaccinale sono state improvvisamente sospese le forniture di vaccino alla medicina generale - si legge ancora nella lettera - In queste ore siamo impegnati in un umiliante lavoro: disdire gli appuntamenti presi, giustificare ai propri assistiti scelte assunte da altri e ammettere la nostra impotenza. La medicina generale è stata messa ai margini fin dall'inizio, ci avete dato solo le scorte di vaccini che vi avanzavano, chiamandoci quando eravate nell'impossibilità di procedere; siamo serviti a completare gli ultraottantenni, i pazienti fragili domiciliari, gli ultrasessantenni. Ora basta, noi siamo professionisti della sanità, meritiamo rispetto, il rispetto ce lo siamo guadagnato da tempo».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la comunicazione da parte della Asl che questa settimana ai dottori di famiglia non verranno consegnate le previste dosi di Moderna. «Né prime né seconde dosi. Per la prossima settimana forse le seconde, poi si vedrà! Vi sembra un modo serio di programmare la vaccinazione sul territorio? Non servono le scuse, il problema non è il vaccino AstraZeneca, la verità è che avete puntato su un diverso modello: ormai in provincia ci sono più hub che chiese, come i funghi nascono in una stagione umida».
Inoltre questa doveva essere anche la settimana delle consegne del Johnson&Johnson ai medici di medicina generale. Niente da fare per il monodose (e nessuna traccia sul portale di SaluteLazio della tendina riservata ai dottori di famiglia per poter prenotare). «Facciamo così - prosegue la Fimmg nella lettera inviata a Silvia Cavalli - ne riparliamo quando sarete in grado di gestire in maniera seria il rapporto con i medici del territorio, quando ci sarà un portale su cui i cittadini potranno facilmente prenotarsi scegliendo di essere vaccinati dal proprio medico di famiglia, quando finalmente capirete che è un errore massificare la vaccinazione riducendola ad una semplice puntura; la vaccinazione è un atto medico, deve essere fatta da medici, e specialmente da medici che conoscono la storia ed i rischi che il soggetto da vaccinare può correre».
E così è appena andata in scena la quarta puntata di un film già visto che si sta tingendo sempre più di giallo.