Il lockdown ha «pesato» di più sui minori. Non è un luogo comune nè soltanto un punto di vista: la storia che arriva da una giovane donna di Latina lo dimostra. Ed è una storia senza sconti e forse senza colpevoli, prodotta da concause che hanno convinto i giudici del Tribunale per i Minorenni di Roma ad allontanare temporaneamente cinque bambini, tutti figli di una donna cui è stato consigliato un percorso di riabilitazione presso il Centro di salute mentale. I piccoli, oltre che con la mamma, fino a qualche mese fa vivevano in un appartamento del centro di Latina insieme al compagno e ai genitori di lei, in totale nove persone, più un elevato numero di animali domestici e da compagnia.

Questa vicenda compare per la prima volta nella sua complessità, e in quello che fu definito uno stato di genrale abbandono dei bambini, a marzo 2020, cioè nel momento esatto in cui è iniziata la crisi pandemica, con le scuole chiuse e i servizi ridotti. Durante un controllo della polizia presso l'abitazione della signora è emersa la situazione oggettivamente borderline in cui vivevano i cinque fratelli, di età compresa tra i 12 e i 5 anni. A seguito del rapporto della polizia sono intervenuti i Servizi sociali del Comune di Latina che hanno proposto alla donna di accettare l'assistenza domiciliare educativa. Ipotesi scartata dall'interessata forse anche a causa del periodo pandemico, ma la situazione è letteralmente esplosa a settembre 2020 con la riapertura delle scuole materne ed elementari. Di fatto la donna si è rifiutata di far tornare i figli in classe e questo ha inciso in modo negativo sulla successiva decisione del Tribunale, posto che non è stata accettata nemmeno la proposta alternativa avanzata dal Comune e dai Servizi sociali per un inserimento di tutti e cinque i piccoli all'interno di un centro diurno dove potessero trascorrere gran parte della giornata, socializzare e seguire un iter educativo e didattico. In concreto i cinque fratellini sono rimasti a casa per tutti questi mesi, senza poter accedere alle lezioni scolastiche né ad alcuna altra attività ludica e socioeducativa, cosa che per il Tribunale, presieduto dal giudice Elisabetta Rispoli, non era più accettabile e per questo con sentenza notificata l'undici gennaio scorso è stata applicata la misura del temporaneo allontanamento di tutti i bambini dalla mamma per la quale vige una, sempre temporanea, sospensione della potestà genitoriale. Un ricongiungimento, auspicato anche dai servizi sociali, sarà possibile soltanto all'esito della cura presso il centro di salute mentale da parte della donna, la quale avrebbe deciso di collaborare proprio a partire dai prossimi giorni e ciò renderebbe possibile un rientro dei fratellini a casa e a scuola a Latina a medio termine.

Va detto che la stessa sentenza riconosce che la situazione della signora è precipitata a causa della pandemia, poiché «la sua problematica a livello psichico è esplosa con il Covid e la sua condizione è peggiorata notevolmente». Il giudice minorile aveva già in precedenza seguito la storia di questa famiglia per un pregresso dissidio interno e tra adulti e in quella occasione la psicologa del Comune aveva comunque consigliato alla signora di seguire un percorso di sostegno alla genitorialità vista la condizione particolarmente fragile del nucleo familiare che conclude, appunto, oltre ai cinque bambini anche i due nonni e il compagno della madre. La conseguenza immediata della decisione del Tribunale è stata quella di un allontanemnto «urgente e necessario» dalla mamma e una loro collocazione, anche se temporanea, all'interno di strutture diverse per età. Scelta su cui ha inciso anche la presenza nell'appartamento di numerosissimi animali che condizionano lo stato di igiene della casa.