Ha cercato di ridimensionare le accuse nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip. E' stato ascoltato ieri in Tribunale dal giudice Mario La Rosa, un uomo di 42 anni di Latina, dipendente di una azienda, un incensurato, accusato di aver maltrattato la ex compagna che aveva presentato una denuncia chiedendo alla Procura l'esercizio dell'azione penale. I fatti contestati sono avvenuti a Latina a metà maggio e nei giorni scorsi il pubblico ministero Antonio Sgarrella, titolare del fascicolo, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'applicazione di una misura restrittiva come il divieto di avvicinamento. Il provvedimento - sulla scorta degli elementi raccolti dagli investigatori e delle condotte ricostruite - è stato notificato all''indagato nei giorni scorsi. Ieri mattina - difeso dall'avvocato Stefano Ciapanna - l'uomo è comparso davanti al magistrato per chiarire i fatti e ha spiegato che non ci sono stati episodi di violenza fisica all'indirizzo della donna e ha cercato di ridimensionare le accuse. Nella denuncia la parte offesa aveva rimarcato di essere stata pesantemente minacciata. «Ti ammazzo, ti spacco la testa», sono le frasi che ha pronunciato il 42enne all'indirizzo della donna anche lei residente nel capoluogo pontino, provata dal punto di vista psichico - come sottolineato dagli inquirenti - per gli episodi di maltrattamenti. I conflitti tra le mura domestiche a quanto pare sono esplosi per diverse ragioni che avrebbero portato ad una serie di incomprensioni che non sono state sanate.