L'uomo che ha avuto un ruolo di primo piano nei fatti contestati nell'inchiesta «Dirty Glass» e che l'autunno scorso ha fatto tremare una parte della politica locale, da 24 ore è libero. Natan Altomare, il fisioterapista e faccendiere di Cori, ha ottenuto la revoca della misura restrittiva degli arresti domiciliari in accoglimento dell'istanza presentata dal suo legale, l'avvocato Pasquale Cardillo Cupo, al giudice Giorgia Castriota.

La posizione di Altomare viene dunque in qualche modo ridimensionata e forse ciò è legato anche ai verbali supplementari redatti dopo l'arresto oltre che al periodo di detenzione piuttosto lungo. Nel procedimento Dirty Glass che ha come principale indagato l'imprenditore di Sonnino Luciano Iannotta, viene descritto un sistema criminale dove accadeva di tutto. E infatti sono contestati reati in materia fiscale e tributaria, violazioni della legge fallimentare, estorsione con metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accesso abusivo a sistema informatico, rivelazioni di segreto d'ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d'asta, sequestro di persona e detenzione e porto d'armi da fuoco. Il processo per Altomare si terrà a ottobre mentre tutti gli altri soggetti coinvolti vanno in aula a luglio. L'inchiesta sul sistema di potere che coinvolgeva anche diversi esponenti delle forze dell'ordine era iniziata nel 2017 e gli arresti sono stati eseguiti a settembre del 2020. L'input fu dato dalla simulazione del reato di estorsione, seguendo quel filo la polizia riuscì a risalire ad una pericolosa cerchia di persone che era in grado di effettuare accessi informatici al sistema centrale delle forze dell'ordine. Inizialmente il procedimento era stato incardinato a Roma ma nelle scorse settimane è stata accolta l'istanza della pubblica accusa per un trasferimento a Latina per competenza, dove prenderà il via nelle prossime settimane.

La figura di spicco resta sempre Iannotta che poteva contare sulla complicità di un commissario e di un colonnello dei carabinieri, a loro volta accusati di rivelazione di segreto. Ex Presidente del Terracina calcio e di Confartigianato iannotta aveva anche frequentazioni con la famiglia Di Silvio, come raccontato dai pentiti Renato Pugliese e Agostino Riccardo già nel 2017. Sono altresì collocati nella rete ricostruita dalla Dda il braccio destro di Luciano Iannotta, ossia Luigi De Gregoris nonché Pasquale Pirolo, il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa, il carabiniere Michele Lettieri Carfora, l'imprenditore di Latina Franco Cifra, Antonio e Gennaro Festa, Thomas Iannotta e Pio Taiani. I due festa sono definiti come una famiglia che fornì denaro da riciclare a Iannotta in quella che appare negli atti una storia rocambolesca perché il denaro viene consegnato per una tangente, nei fatti, inesistente e per una commessa che non ci fu mai.

Di rilievo altresì la figura di Pasquale Pirolo, un personaggio che emerge come il «gancio» tra i Festa e Iannotta, di fatto la rappresentazione plastica del riciclatore di denaro. A supportare la tesi della Procura ci sono molteplici prove concordanti, le più importanti rappresentatre dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. Circa la collocazione specifica, invece, di Natan Altomare, ora avviato verso un processo autonomo, va detto che alcune sue dichiarazioni hanno descritto cosa accadde nella primavera del 2018, la stessa in cui si svolsero le elezioni politiche e nelle quali Altomare ebbe un ruolo circa l'organizzazioni di alcune feste nonché per i contatti che tenne con la politica. Non è la prima volta che il fisioterapista inciampa nelle maglie della giustzia; finì infatti in manette anche nell'operazione Don't Touch, risultando poi estraneo alle contestazioni specifiche di quel procedimento.