La Procura ha messo la parola fine a tutti gli accertamenti e ha notificato agli indagati la conclusione dell' inchiesta dell'operazione Nico, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina che aveva portato all'arresto di un dipendente comunale di Latina, il geometra Nicola De Monaco, finito ai domiciliari e ad altre persone indagate tra cui Pietro Cannone e Maurizio Ciucci, Christian Pietrosanti e Aurelio Feola. Sono difesi dagli avvocati Giancarlo Vitelli, Alessia Righi, Marcello Montalto, Mauro Padula, Gaetano Marciano. Il ruolo centrale - secondo gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Valentina Giammaria - è quello ricoperto dal geometra De Monaco che in sede di interrogatorio davanti al giudice aveva ribadito di essersi limitato a dare in cambio dei soldi dei documenti contraffatti. E' un elemento su cui è indirizzata la difesa che aveva chiesto la derubricazione del reato puntando sulla truffa. E' una linea che poggia le basi su una circostanza relativa ad una inchiesta coordinata in questo dal pubblico ministero Valerio De Luca.

Le indagini erano scattate nel 2019, quando i carabinieri del Reparto Operativo, diretti dal tenente colonnello Michele Meola, avevano iniziato a scavare su un giro di autorizzazioni facili rilasciate per le acque reflue. Al termine di una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, è emerso che De Monaco era riuscito a raccogliere la somma di 11850 euro sequestrata quando era scattata l'operazione. Tra i reati contestati a vario titolo anche la falsità materiale aggravata commessa da pubblico impiegato incaricato di un servizio pubblico e poi corruzione in concorso e peculato, fino ad arrivare al possesso ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nella forma lieve. Si era trattato di una vera e propria fabbrica di atti falsi, avevano sottolineato gli investigatori nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa. Le pratiche finte erano create ad arte con timbri del Comune dismessi e con numeri di protocollo inventati o che invece erano riconducibili ad altre pratiche. Nell'inchiesta che aveva retto davanti ai giudici del Tribunale del Riesame, sono servite intercettazioni telefoniche e ambientali e una serie di servizi di osservazione, pedinamenti e sequestri di documenti. Il geometra è stato controllato per diversi mesi ed è emersa la completa compromissione del suo incarico al servizio del cittadino. Adesso gli indagati potranno chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive.