C'è più di un punto di contatto tra le indagini che la Questura sta portando avanti sull'ultimo videoclip rap che celebra la malavita e sull'inquietante aggressione consumata a fine maggio in via Neghelli, nel cuore del quartiere dei pub. Affinità che ruotano attorno alla figura del diciottenne Matteo Baldascini, che appare nel filmato accanto ai rapper, oltre ad essere indiziato per il pestaggio nella zona della movida: gli investigatori sono al lavoro per capire se, coincidenze a parte, il coinvolgimento del giovane emergente, come altri suoi coetanei, nella registrazione del videoclip, possa celare significati nascosti o meglio se sia stato sfruttato per lanciare dei messaggi.
È la ritualità di espressioni e gesti che alimenta i sospetti degli investigatori, impegnati in un'attività di verifica volta a capire se immagini e testo del brano intitolato "Fame", pubblicato su Youtube da poco più di due settimane, possa contenere situazioni penalmente rilevanti e, soprattutto, se nel suo complesso debba essere considerato anche uno strumento di affermazione di un gruppo di giovani, oltre a rappresentare il legittimo sfogo per la creatività del cantante che si fa chiamare Koussay 7050, affiancato in questo suo esordio online dalla voce di PrynceBaby.

Ritualità che non manca neppure nell'aggressione del 29 maggio, in parte immortalata dalle telecamere di video sorveglianza installate lungo via Neghelli: prima il confronto a muso duro tra i due giovani, poi la vittima viene allontanata da un terzo ragazzo che assisteva la scena. A quel punto l'aggressore sembra dire qualcosa all'indirizzo dell'altro che viene portato via dagli altri e con le mani dietro la schiena si incammina per raggiungerlo. Prima dell'aggressione vera e propria, come a voler sottolineare la ferocia del momento, il picchiatore spinge a terra un bicchiere poggiato su un tavolo.