Niente asta. Poche ore prima del gong, al fotofinish, i debiti sono stati ripianati quasi ai tempi supplementari. Il pericolo è stato scongiurato.

L''allarme per il sito della Ilsap che era finito all'asta dunque è rientrato. L'appuntamento per la storica azienda di Borgo San Michele, era fissato per il 22 giugno ma alla fine l'azienda è riuscita a risolvere tutto, appianando l'esposizione debitoria con le banche e alcuni fornitori e i proprietari hanno estinto il debito prima dell'asta.

Il magistrato Alessandra Lulli del Tribunale di Latina, ha preso atto del pagamento dei debiti e ha estinto in questo modo la procedura esecutiva. In un momento di grande difficoltà economica del Paese, sono state ritrovate le risorse necessarie per andare avanti con un segnale importante in una situazione economica che a causa della pandemia, ha certamente lasciato il segno in tutta Italia e in provincia di Latina. Poche ore prima dell'asta infatti è arrivato il provvedimento dell'estinzione firmato dal giudice. Il sito dunque è salvo con ripercussioni positive per i 40 dipendenti che lavorano nello stabilimento di Borgo San Michele. L'azienda è assistita dall'avvocato Giuseppe Fevola, che difende anche i titolari dell'azienda nell'ambito di una inchiesta condotta dalla Procura di Lecce e che si è conclusa nelle scorse settimane, relativa allo smaltimento del sangue.

La Procura di Lecce e il pubblico ministero dell'Antimafia Giovanna Cannarile, avevano chiuso gli accertamenti e l'inchiesta che vede sul registro degli indagati i due imprenditori Roberto e Michele Martena, padre e figlio. L'operazione dei carabinieri riguardava il traffico di sangue proveniente dalla macellazione di animali. Si trattava dell'operazione Sangue Amaro.