La postazione degli assistenti bagnanti del tratto di spiaggia libera più vicina a Rio Martino è stata facile bersaglio dei vandali, che l'altra notte hanno incendiato il pattìno e gli altri materiali fissi lasciati in spiaggia per ovvie ragioni logistiche. È successo senza che nessuno se ne rendesse conto, visto che la scoperta è stata fatta al mattino, quando il bagnino di turno si è presentato per assicurare il servizio di assistenza e soccorso in mare: a quel punto non c'era più niente da fare, se non fare i conti con i danni arrecati.
Molto probabilmente si è trattato di una bravata, ma non per questo meno grave, visto che a poca distanza dalla postazione distrutta sono state trovate tracce di un falo. Insomma, non si è trattato di un rogo accidentale, ma in un incendio innescato per il solo gusto di creare un danno.

Peccato che a farne le spese sia la società che gestisce in appalto la copertura delle spiagge libere comunali e da anni assicura un servizio qualificato, senza risparmiare gli investimenti, come quelli affrontati per dotare le postazione dei defibrillatori. Ciò che stupisce è il fatto che nessuno, sebbene il lungomare sia frequentato anche di notte, abbia dato l'allarme prima del mattino. A bruciare è stato infatti un pattìno, di quelli utilizzati per i soccorsi in mare, che è realizzato in resina e può bruciare anche per diverse ore alimentando a lungo le fiamme prima di distruggersi completamente.