Nella nuova ordinanza cautelare che ha colpito Claudio Rainone e nella quale gli vengono contestati i reati di corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio in concorso  con Claudio Moscardelli, emerge con chiarezza quale fosse, per chi indaga, il sistema adottato per truccare i concorsi. E soprattutto a chi giovasse questo trucco.

 Moscardelli è individuato come colui che raccomandava, mentre Rainone   puntava ad ottenere il posto di direttore amministrativo, in cambio appunto dell'assunzione agevolata di determinate figure. Moscardelli è accusato di aver favorito appunto due partecipanti al concorso, indagati a piede libero. Si tratta di Giuseppe Tomao, ex presidente del consiglio comunale di Minturno, dimessosi dopo gli arresti di maggio, e Matteo Di Domenico, figlio della presidente del consiglio comunale di Gaeta, la dem Pina Rosato.

 Nel telefonino sequestrato a Claudio Rainone gli investigatori risalgono ad alcuni messaggi whatsapp relativi al giorno precedente al concorso. Ed è proprio Moscardelli a inviare i numeri di telefono di Giuseppe Tomao e Matteo Di Domenico a Rainone, il quale poi li contatterà per concordare le domande del giorno dopo.

Secondo le indagini la vicenda dei concorsi parte già nel maggio del 2019. Moscardelli scrisse a Claudio Rainone: "... un'informazione: sono previsti concorsi per amministrativi (diplomati) in Asl Lt?". Claudio Rainone risponde di sì. E Moscardelli: "Quanto ci vorrà?", e Rainone: "Non molto".  Il 28 maggio 2019 sempre Moscardelli invia il bando di selezione pubblicato dalla Asl Roma 3 a Rainone e aggiunge: "Ma il nostro si farà?". Quel "nostro" secondo gli inquirenti, è un altro indizio dell'attività illecita messa in atto.