La politica aveva messo le mani sui concorsi pubblici per l'assunzione di personale amministrativo nella Asl di Latina. Era emerso in maniera chiara sin dalle prime battute dell'indagine di Polizia e Guardia di Finanza, ma nel frattempo le investigazioni hanno permesso agli inquirenti di blindare il quadro indiziario costruito attorno alla regia del patto corruttivo che fornisce una chiave di lettura per le trame del dirigente Claudio Rainone, presidente della commissione d'esame. Nel giro di quaranta giorni, tanti ne sono trascorsi dal suo arresto e da quello del segretario Mario Graziano Esposito, l'inchiesta ha fatto registrare un passo in avanti che ieri ha portato all'esecuzione di una nuova ordinanza di custodia cautelare: il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario ha disposto gli arresti domiciliari, nuovamente, per Rainone e anche per Claudio Moscardelli, segretario provinciale del Partito Democratico, quest'ultimo accusato di avere raccomandato due dei concorrenti, Giuseppe Tomao presidente del Consiglio comunale di Minturno e Matteo Di Domenico, figlio di Pina Rosato presidente del Consiglio comunale di Gaeta, ma di fatto per avere fornito la contropartita che ha messo il dirigente nelle mani di un'intera fazione politica, ossia la sua nomina a Direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria locale.
L'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Valerio De Luca e dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, contesta ai due indagati i reati di corruzione e rivelazione aggravata di segreto d'ufficio, in merito al concorso pubblico per la copertura di 23 posti da collaboratore amministrativo professionale categoria D indetto in forma aggregata tra le Asl di Latina (capofila della procedura concorsuale), Frosinone, Viterbo e Roma3. Un'inchiesta che poggia solide basi su una serie di intercettazioni registrate dai poliziotti della Squadra Mobile a cavallo tra la prova scritta e quella orale, consolidata da una serie di accertamenti svolti dai detective della Questura insieme ai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico finanziaria che a loro volta avevano iniziato a indagare sulle assunzioni dell'Asl dopo il concorso successivo, quello per la copertura di 70 posti da assistente amministrativo categoria C.

Le intercettazioni c'erano anche prima, quando sono scattati gli arresti domiciliari per Rainone ed Esposito, ma nel frattempo gli investigatori hanno lavorato per definire i confini della regia politica che sin dalle battute iniziali era incarnata nella figura di Claudio Moscardelli, sostenuto però dai colleghi di partito che gli hanno consentito di incassare la promozione di Rainone. Dopo tutto i detective della Polizia si erano ritrovati in maniera incidentale, seppure spinti dall'ostinazione di andare a fondo nelle indagini, a registrare le conversazioni telefoniche del dirigente dell'Asl con funzioni di coordinamento, reclutamento e organizzazione del personale.

Tutto era nato dagli approfondimenti scaturiti dalla scoperta che un giovane Di Silvio, il ventiquattrenne Ferdinando detto Prosciutto, figlio del potente Giuseppe Romolo, veniva impiegato come addetto alla vigilanza degli ingressi dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina: il sospetto che la sua assunzione fosse il frutto di una ritorsione non ha trovato conferma, ma nel frattempo l'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma scaturita nell'operazione "Movida Latina" che ha fatto luce sugli affari illeciti di una delle famiglie più in vista del clan di Campo Boario, era stata estesa anche a una serie di dipendenti e dirigenti della stessa Asl che potevano avere avuto un ruolo nella vicenda.

Scontato, quindi, che a finire sotto la lente degli inquirenti fosse stato anche Claudio Rainone, in qualità di responsabile delle assunzioni. In realtà lui non aveva avuto nulla a che fare con l'impiego di Ferdinando Di Silvio, finito a lavorare nell'ospedale attraverso una società interinale, ma proprio nel periodo in cui è stato intercettato, era l'autunno dello scorso anno, si adoperava per pilotare il concorso da 23 posti, concluso con l'assunzione dei vincitori. In quel lasso di tempo i poliziotti della Mobile lo avevano ascoltato mentre concordava l'esame orale con sei dei concorrenti, ma anche quando si confrontava con una serie di politici.

Intanto l'inchiesta della Dda volgeva agli sgoccioli, mentre gli indagati avevano il tempo di bandire e pilotare un nuovo concorso, quello da 70 posti. Fatto sta che quando gli investigatori della Guardia di Finanza hanno iniziato gli accertamenti per verificare gli esposti con cui alcuni cittadini bene informati e un'organizzazione sindacale paventava evidenti casi di raccomandazione a margine dei risultati delle prove scritte della nuova procedura, è nata l'inchiesta della Procura di Latina che ha vissuto un'improvvisa accelerata quando ha ricevuto in dote, dalla Dda, le intercettazioni registrate durante il primo concorso.

Uno step dopo l'altro, il lavoro dei detective ha raggiunto tutti i livelli della corruzione. Claudio Moscardelli paga per tutti, avendo cesellato i rapporti con Rainone, ma i nomi dei raccomandati e le posizioni politiche dei loro sponsor, suggeriscono che a beneficiarne sia stata una vasta componente del Partito Democratico.