Favoritismi per aiutare i candidati, non soltanto con aiutini e domande concordate ma anche con il supplemento: la destinazione di lavoro confortevole. Una prestazione e a seguire una controprestazione disegnano il perimetro dell'accordo corruttivo tra il dirigente della Asl e l'ex senatore e segretario del Pd pontino Claudio Moscardelli. «Un patto», lo chiama il gip Giuseppe Cario nel provvedimento restrittivo.

«L'ingerenza di Moscardelli documenta un accordo stabile con Rainone che garantisce al politico la sistemazione di diverse posizioni lavorative astrattamente idonee in futuro ad esprimere la propria riconoscenza in termini di potenziali espressioni di voto sul territorio, ricevendone Rainone in cambio i suoi vantaggi in progressione di carriera grazie all'entratura di Moscardelli. In alcuni casi l'attivazione diventa continua, frenetica per la posizione oltre che di medici anche di infermieri e personale vario da trasferire».

C'è ad esempio una intercettazione ritenuta centrale tra il segretario del Pd Claudio Moscardelli e Claudio Rainone: quest'ultimo dopo aver «dato prova» di aver favorito uno dei candidati chiede conto della sua utilità. «Ma quand'è che tu pensi di avere delle novità?» e la conversazione prosegue con dei riferimenti alla futura nomina di Rainone. «E per rendere più efficace il suo contributo per i candidati da favorire - aggiunge il magistrato riferendosi al dirigente della Asl - prospetta una ulteriore utilità che può assicurare oltre che con il superamento delle prove anche con l'assegnazione delle sedi».

Sono due le parole chiave nell'inchiesta. Nelle intercettazioni il concorso viene definito «nostro» e un altro termine indicativo secondo gli inquirenti è un «tutto a posto». E' la sera del 6 ottobre del 2020, Rainone comunica a Moscardelli: «E' tutto a posto anche se per uno dei due ho dovuto fare qualche forzatura ma non è un problema e tu quando pensi di avere delle novità».

Come ha scritto il magistrato: «Rassicurato Moscardelli sull'aggiustamento del concorso per i suoi favori, il presidente di commissione passa all'incasso». La messaggistica delle chat analizzate dagli investigatori documenta i contatti e l'interesse di Rainone nel rivolgersi a Moscardelli per avere informazioni su cosa i vertici Asl pensassero del suo operato.

Nel provvedimento restrittivo il magistrato sottolinea che prima della pubblicazione del bando, il segretario del Pd chiedeva conto al dirigente della Asl di quando sarebbe stato bandito il concorso, «A riprova di un interesse costante e di una azione illecita non episodica ma studiata e programmata».

Tutto questo emerge in uno scambio di messaggi su WhatsApp e che risale al 31 maggio del 2019 sei mesi prima della pubblicazione del concorso pubblico per la copertura a tempo indeterminato di 70 posti da assistente amministrativo avvenuto il 27 novembre.
Il gip attribuisce il ruolo di istigatore a Moscardelli per la rivelazione dei temi della prova orale a favore di due candidati che Rainone neanche conosce. Da una parte l'aiuto decisivo al concorso, dall'altro come ha concluso il magistrato l'intercessione per assicurare a Rainone la nomina a direttore amministrativo della Asl di Latina.