C'è una notte prima degli esami, anzi prima dell'esame che segna lo spartiacque dell'inchiesta. Le telefonate e i messaggi inviati e gli incroci, rappresentano per gli inquirenti elementi di primissimo piano. Poche ore prima della prova orale del concorso da 23 posti di collaboratore amministrativo, in poco meno di un'ora, dal telefono di Claudio Rainone, presidente della Commissione esaminatrice, parte a ripetizione una serie di telefonate. E' un giro per parlare con i candidati e concordare le domande. Chi chiama non conosce chi sta ricevendo la telefonata. E' una vigilia che fila via tra contatti, «pensierini» come li chiama Rainone, attese e ricerche di numeri di telefono da parte del dirigente Asl per quei candidati a cui Rainone, come dice al segretario del Pd, «deve parlare per vedere se riusciamo a cambiare le notizie che mi hanno dato».

In due ore il telefono di Rainone registra cinque telefonate tra le 18,58 e le 20,57 del sette ottobre del 2020. Sono spunti investigativi che diventano la traccia più profonda per contestare il reato di rivelazione di segreto d'ufficio per gli inquirenti e sbucano dall'analisi del telefono sequestrato al presidente della Commissione. Cosa succede tra il 6 e l'8 ottobre? Il giorno dopo la prova pratica e quello precedente agli orali, Rainone invia dei messaggi a Moscardelli per avere i cellulari dei candidati da contattare. Subito dopo li chiama in sequenza chiedendo di cambiare: «Il pensierino sul procedimento amministrativo» ad esempio. Quando parla con un altro concorrente, nell'intercettazione della notte, anzi la sera prima dell'esame, Rainone invita il suo interlocutore a inviare la richiesta via WhatsApp. «La chiamavo perché non ci siam detti, lei mi ha parlato di un pensierino già l'altra volta, lei ne ha qualche altro visto che i pensieri sono tutti quelli, cioè meglio tutto quello che è stato estratto». E il candidato risponde di sì». A dirigere e indirizzare l'esame è Rainone. Proprio lui. Lo ribadisce ad un'altra candidata, diversa dagli altri due già visti.

La concorrente sottolinea che «tutte le domande saranno già uscite», riferendosi al sistema di estrazione e il Presidente della commissione dispensa sicurezza e tranquillizza la candidata. «Ma poi ce penso io, puoi stare tranquilla». Nel provvedimento cautelare a proposito di telefoni il gip ha osservato che l'indagato si attiva per aggirare possibili ascolti in atto e annuncia l'utilizzo di un'altra utenza non monitorata per eludere eventuali controlli.