Ma davvero Claudio Moscardelli ha potuto mettere in piedi una rete di raccomandazioni di questo tipo da solo? Alcuni frame delle ultime settimane dimostrano, piuttosto, che è stato lasciato solo quando l'aria si è fatta minacciosa, quando lo scandalo degli ultimi due concorsi della Asl sono diventati la prima notizia, per molti giorni, su tutti gli organi di informazione. Prima, cioè fino a gennaio scorso ma anche oltre, le cose sono andate diversamente. In un paragrafo piuttosto lungo ed esplicativo il gip Giuseppe Cario si sofferma sulla figura e il ruolo del consigliere regionale del Pd, Enrico Forte, non indagato in questo procedimento. In specie si registra (indirettamente) «l'interessamento di Enrico Forte alla questione della nomina (di Rainone ndc)... e del Masiero (Roberto ndc)».

La sera del 7 ottobre 2020 Claudio Rainone chiama direttamente Enrico Forte e siccome era soggetto ad intercettazioni, ciò che si dicono viene riportato in atti: «Come stai? - gli dice Forte - Io ho parlato di te in Regione... sì perché abbiamo avuto un consiglio regionale straordinario sulla sanità e c'era l'assessore (Alessio D'Amato) con il quale ho parlato e mi ha detto: ‘Enrico dobbiamo comporre ‘sto quadro... io te lo confermo, mi ha detto, mi devi dare tempo». Messa così, la storia della promozione di Claudio Rainone pare fosse nota anche all'assessore D'Amato e ovviamente ad Enrico Forte che ne parla al telefono con l'interessato. Però non è questa la versione fornita da Alessio D'Amato alla Procura di Latina, che lo ha sentito come persona informata sui fatti il 3 giugno scorso. «L'assessore riferisce - si legge negli atti - di essere stato presente a Latina il 26 aprile 2021 per l'inaugurazione dell'hub vaccinale ricevendo le perplessità del direttore generale Cavalli relative all'assegnazione di un autista, assegnato proprio da Rainone... l'assessore riferisce di una riunione politica richiesta da Moscardelli il 6 maggio 2021 anche a nome dei consiglieri Forte e La Penna che si tenne il successivo 13 maggio 2021... D'Amato conferma l'interessamento di Moscardelli anche in quella riunione per la scalata di Rainone» ma limita la sponsorizzazione a quella circostanza. Sempre l'assessore D'Amato ha detto di non aver mai parlato con Moscardelli né con Roberto Masiero o altri della nomina di Rainone. Inoltre sempre D'Amato ha rimarcato in Procura che c'è stata una «sorta di presa di distanza dei consiglieri Forte e La Penna» sul caso Rainone poiché prima della famosa riunione del 13 maggio avrebbero parlato separatamente con D'Amato di questa storia.

C'è poi, per quanto sullo sfondo, la figura dell'ex direttore generale Giorgio Casati, il quale viene citato più volte in alcune intercettazioni telefoniche circa la sua disponibilità a trasferire il direttore amministrativo in carica, ossia Eleonora Di Giulio, purché in una collocazione di pari prestigio. Non esistono, allo stato intercettazioni dirette su Casati, però è un fatto che la Di Giulio se ne è andata alla Asl di Frosinone e che fino a maggio 2021 nelle riunioni politiche regionali (come ammesso dallo stesso assessore nel verbale in Procura) veniva difesa la posizione di Rainone, per quanto fosse stato già nominato un altro direttore amministrativo. L'ulteriore elemento ricorrente in tutta questa vicenda afferisce la sottovalutazione dell'inchiesta: Claudio Rainone e gli altri erano convinti fino alla vigilia degli arresti che «tutto si sarebbe sgonfiato» e che anche la visibilità mediatica sarebbe venuta meno. Addirittura Rainone a marzo 2021 ancora si difendeva sostenendo che i resoconti delle indagini fossero dovuti al fatto che lui non aveva mai avuto un buon rapporto con i giornalisti.