C'è un tema, che riguarda l'inquinamento e la cancellazione delle prove in questa indagine relativa ai concorsi della Asl, che indica il grado di consapevolezza e premeditazione degli indagati. Talvolta si sfiora il depistaggio, pure puntualmente riportato negli atti della squadra mobile di Latina e ora allegati al fascicolo delle prove. Claudio Moscardelli anche dopo l'arresto di Rainone cercò di minimizzare il suo rapporto con l'allora direttore del Reclutamento della Asl «asseritamente rivolto ad affrontare i problemi della sanità, finanziamenti per le strutture sanitarie come interventi al Goretti o a Formia o per il nuovo ospedale». Illuminante ciò che accade a fine maggio, circa due settimane dopo l'arresto di Rainone: il 30 maggio il segretario provinciale del Pd invia a tutte le redazioni un comunicato nel quale «dichiara di essersi speso per rimediare alla penuria di medici e infermieri, oltre che nell'interesse dei precari, nell'intento - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari - di coprire la sua reale attività, svelata invece dalle intercettazioni e dalla messaggistica che descrivono altro scenario fatto di favorimento dei candidati a fronte di promessa, accettata, della scalata del presidente della commissione». Dunque ci sono stati dei passaggi inquinanti nella brutta primavera del 2021, quando molte cose dei due concorsi della Asl erano ormai chiare, e uno, quello da 70 posti, era stato addirittura revocato dal nuovo direttore generale Silvia Cavalli.

Le indagini sul primo concorso invece andavano avanti spedite già da febbraio: il 15 marzo viene sentita come persona informata sui fatti l'odiatissima ex direttrice amministrativa Eleonora Di Giulio che, tra ottobre e dicembre, viene attaccata dallo squadrone del Pd finché non la spostano alla Asl di Frosinone; il 31 marzo la polizia di Gaeta convoca Giuseppe Tomao e Matteo Di Domenico per chiedere loro di consegnare i cellulari su cui verrà effettuata la perquisizione dei tabulati. Quel giorno stesso la potente mamma di Matteo Di Domenico, Pina Rosato, anch'ella dipendente della Asl nonché Presidente del consiglio comunale di Gaeta, chiama il segretario provinciale, Claudio Moscardelli, appunto. Ecco cosa dice la Rosato: «... allora emmm niente e per una procedura concorsuale la Procura ha dato ordine di indagare su queste persone...ma stanno indagando su tutte ‘ste....mi hanno detto:'signora sappiamo che suo figlio è un bravo ragazzo, abbiamo già preso tutto', cioè... l'avvocato mi ha detto: aspetta che arrivo anche perché tutto quello che vedono adesso non è poi utilizzabile'... c'è un tecnico che è stato inviato dalla Procura che deve fare tutto ‘sto lavoro però gli scaricano tutto, capito?... Guarda caso ci stanno dentro solo Matteo e Peppe Tomao su 65 candidati... poi non è vero che è la politica, non è vero, cioè è un attacco capito? Perché con Matteo ci lavora un'altra ragazza che ha vinto il concorso con lui... non c'è».